Film

Luca Guadagnino

Bones and All

23 Novembre 2022 USA horror drammatico

Horror sì, ma tenero. Bones and All è il settimo film di Luca Guadagnino, presentato alla 79° edizione del festival di Venezia. Protagonisti della pellicola Taylor Russel e Timothée Chalamet, che ha conquistato la fama globale proprio grazie a Guadagnino e al suo Chiamami col tuo nome.

Tratto dall’omonimo romanzo di Camille DeAngelis, il film segue la storia d’amore di Maren e Lee, due adolescenti molto diversi dagli altri: entrambi, infatti, hanno fame di carne umana.

Il primo amore sboccia tra Maren, una ragazza che sta imparando a sopravvivere ai margini della società, e Lee, un vagabondo dai sentimenti profondi. I due si incontrano e intraprendono un’odissea lunga mille miglia che li porterà attraverso le strade secondarie, i passaggi segreti e le botole dell’America di Ronald Reagan. A dispetto degli sforzi profusi, tutte le strade riconducono al loro terrificante passato e a un’ultima battaglia che determinerà se il loro amore potrà sopravvivere alla loro alterità.
Sinossi ufficiale

Un road movie dalle tinte horror, dunque, ma non per questo meno sentimentale: «È un film cannibale, ma anche la storia d’amore più intensa che ho girato», ha raccontato Guadagnino a una masterclass del Marateale (Premio Internazionale Maratea). E lo dimostrano anche le immagini del trailer, dove inseguimenti, urla e un inquietante Mark Rylance si alternano a frasi d’amore dei due innamorati. Spunta anche un Chalamet killer spietato nelle atmosfere bucoliche dell’America.

Nel cast anche Michael Stuhlbarg, André Holland, Chloë Sevigny, David Gordon-Green, Jessica Harper e Jake Horowitz. Sul film, il direttore artistico del Lido, Alberto Barbera, ha raccontato:

Ci sono delle scene crude che turberanno qualcuno, ma è anche un grande film sull’America, ed è rarissimo: quasi mai un regista non americano è riuscito a fare un film così capace di andare in profondità nel rappresentare un’America che conosciamo poco, perché è un’America più lontana dal mito del sogno americano, delle grandi metropoli, quella rurale più povera e più lontana dal centro che si possa immaginare. Persino dai registi americani si è raggiunto raramente un tale livello di capacità di costruire e restituire la verità di quelle situazioni, quegli ambienti, quella vita quotidiana in quei luoghi poco vivibili.
Alberto Barbera

La scelta di raccontare una storia di cannibali ha fatto rabbrividire i fan per un’inquietante coincidenza: proprio quando il regista ha annunciato il progetto, infatti, Armie Hammer (co-star di Chalamet in Call me by your name) veniva accusato dalla sua ex fidanzata di “violenza e cannibilismo”. Guadagnino avrebbe dovuto girare il sequel del fortunato film, ma le vicende che hanno coinvolto Hammer hanno definitivamente affossato il progetto.

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