Album
Lema
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Stefano Solventi
- 1 Aprile 2025
Si intitola Lema il quattordicesimo album da solista di Paolo Angeli, termine che in spagnolo significa “motto” oppure “slogan”, quasi ad alludere alla sintesi espressiva che il suono del chitarrista sardo insegue da sempre, sovrapponendo essenzialità strumentale e respiro orchestrale in una folla di visioni e reminiscenze in cui si manifestano tradizioni ataviche e istanze contemporanee, culture e controculture (musicali e non solo), il respiro della terra natale e le suggestioni esotiche che hanno attraversato il mare nei secoli.
Registrato a Sitges (in Spagna) nel Silo Studio di Dave Bianchi e masterizzato a Cagliari da Marti Jane Robertson, è un album diviso in due sezioni, la prima in forma di suite strutturata in tre parti, la seconda composta da otto episodi indipendenti. Angeli esegue tutto in solo, senza sovraincisioni e senza ausilio del looper, impegnandosi per l’occasione in un dialogo serrato ed evocativo con la nuova chitarra, nella quale come al solito si fonde l’aspetto tradizionale (è stata realizzata nella liuteria Micheluttis) e quello evoluto (la rielaborazione è stata effettuata da Oran Guitars), così da rendere il suono una sorta di ibrido tra passato e futuro, tra essere materiale, divenire liquido e immaginare aereo.
Difficile inquadrarlo in un genere, se non provando a tracciare un perimetro delimitato da folk-psych, free jazz e post-punk, con tangibili curvature etniche e sospensioni ambient. Quanto ai testi, prevedono estratti dalla poesia popolare gallurese del ‘700 e ‘800, oppure riferimenti alle gare poetiche del ‘900 in logudorese, così come una traduzione in gallurese di poesie palestinesi e testi del poeta contemporaneo Alberto Masala, nativo di Ozieri (Sassari).
Sciumara, primo singolo condiviso, lascia emergere l’incredibile abilità di Angeli nell’abitare con leggerezza e intensità gli spazi di un folk che sembra esalare dalla risacca delle coste mediterranee così come dalle distese misteriose dei tavolieri asiatici, suggerendo un’astrazione ipnotica di tempo e spazio, una gassosa simbiosi di culture. Il secondo brano estratto Nakba si muove invece sul filo aspro della chitarra che riverbera disegnando trame struggenti, in grado di cucire dimensioni arcaiche e contemporanee, languori mediorientali e vapori opcachi trip-hop. Il testo, cantato come un’implorazione sussurrata, è la traduzione in gallurese di If I Must Die, poesia del palestinese Refaat Alareer, morto a 44 anni nel dicembre del 2023 a causa di un bombardamento israeliano nel nord di Gaza.
L’uscita di Lema è prevista il 9 maggio per l’etichetta AnMa Productions. Di Paolo Angeli su SA potete trovare le recensioni di S’U, 22:22 Free Radiohead, Jar’a e Rade, nonché il report dell’esibizione tenuta lo scorso novembre al Jazz Is Dead di Torino.
Tracklist
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Discografia
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- 1 Periplo
- 2 Sciumara
- 3 Mavì
- 4 Azafrán
- 5 Nakba
- 6 Conca Entosa
- 7 Ramadura
- 8 Sun Ra
