James Blake, still dal video di "Death of Love" (2026)
James Blake, still dal video di "Death of Love" (2026)

James Blake. Come siamo arrivati qui?, “Death of Love”

Un sample da You Want It Darker di Leonard Cohen, la partecipazione del London Welsh Men’s Choir, una classica drum programming trap e un falsetto limpidissimo danno vita a Death of Love, il nuovo singolo di James Blake.

Soul e gospel si scontrano con la concretezza di un beat minimale, in una commistione ben equilibrata di spirituale e corporeo: la voce di Blake – libera da effetti sonori in questa versione live – lamenta con pathos la fine dell’amore, mentre un synth punteggiato e irregolare apre e chiude il brano, trasmettendo quello che suona come un messaggio in codice Morse. Il senso del testo non potrebbe essere più chiaro: in un’epoca di incertezza, l’arte di bilanciare intimità e solitudine è diventata dominio di pochi e l’amore (quello per il bene, di qualsiasi natura esso sia) è in procinto di scomparire.

Il video del brano – diretto dal duo creativo Harrison & Adair – insiste sugli stessi nuclei semantici: Blake si aggira cantando fra gli uomini del London Welsh Men’s Choir vestiti in completo, all’interno di un ufficio semi-spoglio, illuminato da fredde luci al neon come quelli che abbiamo visto in Severance, e lo fa con arrendevolezza, quasi in modo svogliato. Tutti gli altri uomini sono disposti in cerchi da sei o sette persone – che ricordano tanto la preghiera quanto l’emarginazione – e fissano il vuoto con espressioni disilluse e una postura affranta.

Death of Love farà parte del nuovo album di James Blake, Trying Times, la cui uscita è prevista per il 13 marzo via Good Boy Records/Virgin Music Group.

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