“Sing”. I Travis presi a torte in faccia nel più classico British humour
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Davide Cantire
- 29 Febbraio 2024
Sing arrivò un po’ come un fulmine a ciel sereno per i Travis, band fino a quel momento relativamente conosciuta in patria e nel resto del mondo che stava preparando l’arrivo del suo terzo album in studio, The Invisible Band. Primo singolo estratto dall’album, proprio Sing contribuì al successo mondiale della band, che a quel punto divenne celebre prima di tutto nel Regno Unito (dove raggiunse la terza posizione in classifica) e poi anche al di fuori dei confini nazionali, cui contribuì anche il celebre videoclip lanciato a Top of the Pops nell’aprile del 2001.
A dirigere il tutto, due dei nomi più importanti per quanto riguardava il mondo dei videoclip musicali del periodo, in grado di segnare buona parte dell’immaginario anni ’90 e l’inizio dei Duemila: parliamo ovviamente di Jonathan Dayton e Valerie Faris, artefici – tra gli altri – dei videoclip di 1979 degli Smashing Pumpkins e di Californication dei Red Hot Chili Peppers, di cui ci siamo recentemente occupati in questa sezione dedicata alle videoclip story.
Il videoclip – girato nell’arco di tre giorni in un college femminile in Pasadena, California, utilizzato anche film e matrimoni – inizia con l’arrivo in bicicletta della band alla dimora, invitata a un pranzo di lusso dai facoltosi proprietari. Alcune immagini della band intenta a cantare il brano si intravedevano già sul piccolo schermo di un televisore poi spento da una delle ricche donne del posto (una scimmia provvederà a riaccendere l’apparecchio per lasciar finire di cantare i componenti).
L’arrivo della band è accolto con grande scetticismo dagli sfarzosi inquilini, che subito provvedono a far comparire qualche ghigno sui loro volti. Seduti tutti a tavola, la band è sorpresa dal tipo di cibo servito, crostacei vari e pesce in generale, ma un equivoco scatena un’immediata battaglia di cibo, con tutti gli invitati che finiranno con il lanciarsi tutto che ciò che hanno a portata di mano (e di bocca). Il solo che alla fine sembra farla franca è anche l’unico componente dei Travis interamente vestito di bianco, ma l’illusione dura pochissimo, perché proprio sul finale verrà bersagliato e centrato in piena faccia da una serie di torte, in perfetto stile “British”.
A un primo livello, il video riflette essenzialmente ciò che viene esposto dal testo del brano, un invito a lasciarsi alle spalle i problemi e affronta la vita con più leggerezza (e magari trovare il coraggio di cantare di fronte alla persona amata, ma quest’ultimo particolare non è incluso nella narrazione). A un livello successivo, quello di Sing può essere interpretato come un omaggio all’irriverenza dell’umorismo britannico (i Travis sono scozzesi) e allo slapstick più basilare, una narrazione lineare e spensierata che in un certo senso incarna il sentimento di quegli anni (siamo ancora in un’epoca pre-11 settembre). Tra carrellate e rallenty, Dayton e Faris dirigono con il solito mestiere e immortalano un’altra chicca per le generazioni (le ultime) cresciute a pane e MTV, emittente parecchio generosa nel diffondere il video nella sua rotazione quotidiana.
I Travis misero poi in scena una sorta di “replica” della battaglia col cibo quando furono invitati alla trasmissione Top of the Pops, lasciando tutti gli strumenti a circa 30 secondi dalla fine (in cui appunto la musica continua in sottofondo, dato che la trasmissione era nota per far esibire gli ospiti in playback).
