Recensioni
Due anni dopo aver raccontato l’incontro con un nuovo amore ed il cambiamento di città da Brixton a Berlino, Wallis Bird dichiara al mondo di aver trovato finalmente la sua casa tra le braccia della compagna e musa ispiratrice alla quale ha dedicato il suo quinto album, intitolato per l’appunto Home. Registrato tra il suo studio casalingo e Kleine Audiowelt, con l’aiuto del collaboratore di lungo corso Marcus Wuest, questo nuovo progetto vede per la prima volta la cantautrice nel triplice ruolo di produttrice, interprete e suonatrice di quasi tutti gli strumenti, rendendo ancora più evidente la sua bravura.
In undici tracce, Wallis Bird descrive la felicità e la crescente intensità di sentimenti provati nelle varie fasi della sua intima relazione, associando ad ognuna di esse un genere musicale e uno stato d’animo diversi, e mantenendo viva e incuriosita l’attenzione dell’ascoltatore con piccole sorprese sonore e interessanti accorgimenti armonici. La voce della cantante cambia ogni volta identità: è dolce e naturale nella title track, piena di un contagioso e corale entusiasmo in Love, più intima e riflessiva in Pass The Darkness, per poi farsi graffiante in Control, passionale in ODOM e inimitabilmente romantica in Seasons. L’ammaliamento dei sensi raggiunge il suo apice con A Deep Reveal: una canzone magnifica, sensuale, intelligente, l’esempio di una produzione musicale suprema, dove la semplice melodia acappella si regge sul loop di un ritmico ticchettio delle dita su un microfono e si evolve in frammenti sonori, feedback volontari e circonvoluzioni di voci e violini che lasciano in uno stato di rapimento estatico, da assaporare al meglio con un paio di cuffie.
Wallis Bird ha confezionato il suo album più completo e maturo. Un lavoro minuzioso e istintivo al tempo stesso, summa perfetta dei suoi ascolti disparati tra pop, folk, rock e R&B, e che merita un posto d’onore tra le migliori uscite discografiche del 2016.
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