Recensioni

6.8

Come al solito Aaron fa ciò che vuole, e questa sua libertà può portare ad alti e bassi di cui sappiamo bene. Questo disco è presentato dallo stesso Snares nella pagina ufficiale come la prima uscita di una nuova etichetta, la Timesig (sempre nel roaster Planet Mu). Le tracce del lavoro sono state “composte nel giro di uno/massimo due giorni”, e questa urgenza si esplica in una “collezione di piccole storie”.

Ed è un diario allucinato che parte dalla base del breakbeat (il quasi plagio di Come To Daddy nell’opener Cadaverous) per poi rimestare tutti i trick del breakcore di cui è vate sin dalla notte dei tempi. Oltre ai ritmi, visto che siamo in piena moda da campionamento '92, troviamo vocine in elio e campioni da film di serie B (vedi il la retrofilia di Zomby richiamata in Aaron 2 e Who Wants Cake?) spinte pesissime sui bassi post-jungle (Ultraviolent Junglist) e accenni melodici, anche quelli tipici del nostro, che ricordano il suo album del 2005 Rossz Csillag Allat Szuletett (Goodbye9/Hello10).

Per addetti ma anche per chi c'ha il senso dell'umorismo breakkato.

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