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La storia di Tyler Ballgame – nome ispirato al giocatore Ted Williams, anche detto ‘Teddy Ballgame’ per la sua smisurata passione per il baseball – sembra il soggetto di una coinvolgente commedia a stelle e strisce. Al giro di boa dei trent’anni, una profonda depressione arriva a mordergli le caviglie e si accentua nel periodo pandemico, che lo vede costretto a tornare a vivere nel seminterrato di sua madre senza una vera direzione da seguire per la sua vita; nello stesso periodo viene cacciato dal College per scarsa frequenza e abuso di marijuana ma non abbandona il sogno della musica riciclandosi in diverse cover band nel Rhode Island prima di virare verso lidi losangelini. Proprio la città degli angeli gli riserva il nuovo desiderato inizio e l’occasione si presenta ad una serata di open-mic dove si fa notare per le sue credibili cover di Roy Orbison.

A notarlo è anche il produttore Jonathan Rado (Foxygen) che, insieme al collega Ryan Pollie, propongono al giovane cantautore di incidere il materiale che caratterizza questo seducente esordio per Rough Trade, For the First Time, Again. E se da un lato, l’aura mistica di Orbison pesa sul consuntivo dei brani, dall’altra è la solita ‘mano’ di Rado a spingerli in una direzione ben precisa, sulla scorta del lavoro già eseguito con l’esordio dei Lemon Twigs: una calda brezza seventies soffia su timbri doo-wop che si mescolano ad un folk etereo (For the Firsti Time, Again), al classic rock di Matter of Taste, al funky-pop decadente di I Believe in Love e alla struggente ed ironica ballad Got a New Car, prima di una serie di ballate che mettono in fila umori lennoniani (You’re not My Baby Tonight) e inquadrature in stile Elvis (Goodbye My Love).

Tyler Ballgame canta di sconfitte e rinascita, indossando una maschera giocosa ma pregna di significato. Il suo esordio celebra i miti che lo hanno ispirato, fors’anche salvato quando tutto intorno sembrava destinato a sprofondare. For the First Time, Again ha a che fare con una certa retromania e forse anche per questo suona tanto rassicurante come una dolce ballata di Randy Newman.

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