Recensioni

Diciassette pezzi dal tour europeo e americano del 2008 in un cd, mentre il secondo, Tom Tales, contiene un lungo monologo di affabulazioni alle quali l’autore americano non è di certo nuovo. Un tour celebrato, Glitter And Doom, che l’anno scorso lo ha visto portare sui palchi tutto il suo mondo fatto di blues fangosi, ironie e ritmi indiavolati, con la sua più tipica raucedine.
Una carriera che negli anni si è mantenuta, anche negli inediti, a livelli più che buoni, segno di una longevità appassionata e mai indomita. Non fa eccezione questo album dal vivo e la relativa tournée che lo ha visto protagonista anche dalle nostre parti. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire, anche se ascoltando qua e à i brani si percepisce una carica maggiore che forse mancava in qualche occasione nelle esibizioni italiane. Ma tant’è, il Nostro non si discute o perlomeno non ci sembra veramente ora il caso, visto dall’alto di una carriera così scintillante.
Una testimonianza quindi per chi c’era e per chi non c’era, del carico di visionarietà, si veda il monologo sbilenco per esempio, che tuttora Tom Waits riesce a costruire intorno a sé.
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