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6.9

Registrato in presa diretta in un solo pomeriggio, Voyages By Starlight segna il debutto di Tom Adams su Kowloon Records. Dopo diverse autoproduzioni e una colonna sonora, il musicista e compositore di stanza a Berlino ferma in questo EP cinque tracce che sintetizzano il background che ha segnato in questi anni la sua produzione, fatta di sperimentazioni cameristiche ed echi melodici, unendola a un suono più rifinito, curato e dal respiro maggiore.

Recuperando quel chamber-pop dilatato e ambizioso che aveva contraddistinto i suoi primi passi, Adams aggiunge in questo lavoro un ancor più ficcante vocalità in falsetto, ora disperata, ora trasognante, che sembra guardare con insistenza ad Antony Hegarty, insieme ad un’elettronica minimale tra l’onirico e l’ambient che rievoca James Blake. La marcia in più del musicista sta proprio nella sua abilità, piuttosto inedita sui versanti sperimentali, nell’unire in suite neo-classiche il piano-ambient delle tracce di apertura e chiusura al fascino malinconico e urgente di brani come Seven Birds e Fade, oltre alla spazialità ipnotica di Stellar.

La sensazione finale è che Tom Adams, di cose da dire, ne abbia tante, e questo EP finisce forse troppo presto, probabilmente proprio nel suo momento migliore, quando le strutture complesse sembrano finalmente sul punto di decollare verso qualcosa di più identificativo, maturo e rappresentativo. Invece non resta che ripartire da capo e continuare sondare i dettagli, i silenzi e le accelerazioni con cui Adams infarcisce i venti interessanti minuti di questo EP, aspettando con curiosità un più corposo seguito.

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