Recensioni

7.5

Ormai a sorprendere non è più, non può esserlo più, la quantità delle uscite targate Oh Sees. A stupirci è l’eccelso livello qualitativo medio raggiunto dal progetto targato Dwyer, in grado di inanellare stranianti perle di quel garage-rock psichedelico ormai innalzato a vera e propria cifra stilistica.

Solo quest’anno il trittico costituito da Warm Slime, Castlemania e dal presente album – in origine un doppio ep gemello da 5 pezzi l’uno, poi pubblicato come un album unico – è di una progressione unica, manco fosse un corridore che accelera in vista del traguardo. Sgrezzate le volute tipicamente garage lo-fi che ne segnavano gli esordi (ma senza dimenticarsene del tutto), accentuato il percorso a tutto tondo nel sixties-sound più scavezzacollo (ma aggiornandolo sempre alle istanze musicali del terzo millennio), messo a punto un tiro in perfetto equilibrio che pochi altri, o nessuno, può vantare, la combriccola Thee Oh Sees è ormai giunta a rasentare la perfezione.

Tradotto in soldoni, energia da sprecare (il raddoppio di batteria con l’ingresso di Lars Finberg degli Intelligence si sente eccome) e creatività ai massimi livelli, pronta a detonare sotto le forme di ballatone inacidite e cavernose (Robber Barons), di psichedelia 60s rock fattona e mutante (Crack In Your Eye), di krauterie deformi impiantate sul corpo morto del r’n’r (Chem-Farmer) e del garage-rock dal groove malefico e irrefrenabile (The Dream, Opposition (With Maracas)).

Il suono dei Thee Oh Sees è ormai classico, e non solo per il sottobosco a stelle e strisce. C’è poco da fare.

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