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Punk rock lo-fi sanguigno e ancora ispirato quello dei The Thermals, trio made in Portland in transito Kill Rock Stars a Saddle Creek, che dopo l’indie-treggiare del precedente Personal Life sembra ritrovare unghie e velocità con questo sesto album.

Bello l’impasto di chitarre e basso, “rough” ma comunque morbido, pastoso ma con accenti di brillantezza, mentre la batteria corre a testa bassa, e la voce, sporca e filtrata, ci ricorda il piglio discorsivo e polemico (qui quasi sermonico nel suo consueto impegno sociale e politico) di certo punk-post-rock anni ’90; d’altronde dietro al mixer c’è il producer John Agnello, già con Sonic Youth e Dinosaur Jr.

I pezzi sono brevi, di una melodiosità incazzosa e malinconica, con uno sguardo alla sintesi abrasiva del garage e una vena romantica che a momenti ricorda Guided By Voices o primi R.E.M.; abbastanza pop da lasciarsi ascoltare con estrema semplicità, e abbastanza punk da prendere a morsi i cugini mainstream Green Day, evocati in particolare nel singolo Born To Kill.

Certo, non mancano cali di tensione, e una certa ripetitività non garantisce grande autonomia quanto a numero di ascolti, ma l’impressione complessiva è piacevole, per una band ancora vitale, la quale potrebbe in futuro acquisire il peso specifico della piena maturità e riservare svolte inattese.

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