Recensioni

Un giorno, non sappiamo quanto lontano, forse non parleremo più di retromania. Non vedremo più recensioni inserire il classico inciso “nulla di nuovo” che taglia le gambe all’entusiasmo (diverso dall’hype). L’orizzonte sarà privo, per i pochi appassionati che le recensioni le leggono ancora, di tutto quel mettere a confronto ciò che è appena arrivato con ciò che è stato. Vengono in mente questi pensieri ascoltando gli Orielles, trio britannico di immediati post-adolescenti da Halifax. Le sorelle, Sidonie B alla batteria e Esmé Dee alla voce e al basso, e un amico, Henry Carlyle, alla chitarra. Vengono questi pensieri perché pare quasi maleducato liquidare tre ragazzi attorno ai vent’anni con i paragoni con il passato. Anche perché non sono ormai tanti i gruppi che esordiscono con un equilibrio così delicato tra suono e scrittura, con il candore giovanile, il suono post-punk, un piglio melodico così pronunciato, in tempi in cui la musica con maggiore diffusione tra i giovani non è affatto questa.
Ciò detto, il nostro non è incendiario entusiasmo per l’arrivo di novelli messia. È un semplice constatare l’esistenza di un disco, Silver Dollar Moment, che fa germogliare dentro di sé tanti semi: in certi momenti il loro spettro sonoro sembra coprire delle Slits non primitive che hanno ascoltato i Prefab Sprout o gli Echo and the Bunnymen, dopo aver fatto una gradita cura di alternative rock statunitense anni Novanta. Ma tutti i riferimenti che possiamo infilare (avete detto retromania?) non renderebbero giustizia alla bellezza delle canzoni. Gemme di pop succinto e sostenuto (I Only Bought It For The Bottle), emotivamente schiacciante (Henry’s Pocket è un pezzo da inserire in qualche colonna sonora di un Donnie Darko odierno, chitarre leggermente riverberate, coretti irresistibili e ritornello-gioiello), funk (l’opening Mango) o sbarazzino (48 Percent). E potremmo andare avanti.
La cosa da sottolineare è quanto, in così giovane età e con un contesto non proprio a favore della loro proposta (la Gran Bretagna odierna, tutta groove, fantasmi vaporwave e accelerazionismo), un talento come quello degli Orielles non vada sprecato. Tutto ciò anche per l’attitudine in bilico tra cinismo e gioia, un bagaglio altamente prezioso. Cosa puoi andare a dirgli? “Ehi ragazzi, bravi e tutto, ma ‘sta roba oggi non tira”? Non ci pare il caso. E d’altronde non è questo il modo migliore di approcciarsi a chi ha vent’anni e riesce a regalarci un brivido, in tempi così cinici.
Amazon
