Recensioni

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Piccolo e piacevolissimo bignami di psichedelie varie, questo ritorno del duo francese The Limiñanas, tutto chiaroscuri e svisate umorali. Lionel e Marie Limiñana si fanno accompagnare da più di un ospite di riguardo in questo quinto album, a dimostrazione di una stima che il lavoro in collaborazione con l’altro piccolo genio Pascal Comelade, Traité De Guitarres Triolectiques (À L’usage Des Portugaises Ensablées) – questo il titolo uscito sempre per Because nel 2015 -, aveva solo in parte testimoniato.

Basterebbero Anton Newcombe, deus ex machina di The Brian Jonestown Massacre, e il non bisognoso di presentazioni Peter Hook a impreziosire qualsiasi album, figuriamoci quello di una coppia rodata da quasi un decennio di dischi e live. E se sopra si parlava di bignami, non si intendeva in chiave negativa, anzi, tutt’altro: nelle dieci tracce di questo Shadow People – nomen omen, si direbbe visti i chiaroscuri che lo segnano trasversalmente – si attraversano decenni di psych declinata di volta in volta in forme più accese (la tribale Dimanche; la cavalcata furiosa di Motorizatti Marie) o sensuali (la presenza di Emmanuelle Seigner basterebbe da sola a impreziosire la title track), velvetiane (l’opener Ouverture ha lo stesso identico incedere drogato e caleidoscopico) o pastorali (Le Premier Jour è sognante e cullante come una domenica mattina strafatta di oppiacei), corpose, chitarristiche e scazzate alla maniera dei Brian Jonestown Massacre (la Istanbul Is Sleepy con ospite non a caso mr. Newcombe) oppure lisergiche e ipnotiche, come in Trois Bancs, senza timore di “sforare” verso lande più scure à la Joy Division (facile se hai il basso di Peter Hook in The Gift) e mantenendo sempre un accento cinematico tra il malinconico e il morriconiano (la conclusiva De La Part Des Copains).

Insomma, un bel giro di ruota (psichedelica, ovviamente) che si consiglia vivamente a chi ha orecchie per intendere.

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