Recensioni

6.5

Le atmosfere sono oscure e ipnotiche, le linee vocali e le melodie oscillano tra delicatezza e malinconico mistero. Avvolto in una dimensione onirica e stimolato da riflessioni sulla vita, il siciliano Lucio Giacalone, coadiuvato da Alessandro Lupo, esordisce dietro il moniker Tartage con questo My Personal Thoughts, sei tracce che mostrano un buon lavoro di ricerca sul beat e una cura per testi e melodie sognanti. È un prodotto che ibrida post-rock, elettronica e dream-pop. L’autore si dichiara in press release «fautore di una musica che trova le sue radici e le sue giustificazioni sonore nella passione verso un certo tipo di post rock e math rock anni Novanta riveduto e “corretto” in chiave elettronica». E basta ascoltare l’apertura Bloodline per comprendere le influenze citate: synth possenti e oscuri à la Depeche Mode, una voce tormentata che soffre su un ritmo alla maniera di Jamie XX. Mashintosh cala l’ascoltatore in un tunnel melodico profondo: si vede la luce in lontananza con l’esplosione di una batteria post-rock e gli echi vocali, ma subito si ritorna poi a un’oscurità ammaliante, non minacciosa.

Ci si lascia cullare dalle lunghe tastiere dream-pop e dalla voce soffice del torinese Jonny Fishborn in Empteen, corde vocali struggenti neo-soul che tornano in The Other Life a posarsi su synth impazziti in progressione. No Science spicca per un originale lavoro sulla sezione ritmica, nervosa e impaziente, addolcita e accarezzata dai sussurri del berlinese Haas e da un riff che porta a chiudere gli occhi e sognare. Piccola pecca Iris Love, che eccede con la sperimentazione e non convince a pieno nel suo tentativo di unire bassi techno, percussioni afro-tribali house e aperture psichedeliche.

My personal thoughts si inserisce con personalità nell’alveo dei numerosi lavori di producer italiani che portano il cantautorato riflessivo e meditativo in territori elettronici, giocando tra tensione e rilassamento.

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