Recensioni

Se i Los
Campesinos! fossero veramente divertenti e gli Animal Collective fossero completamente punk, quello che ne
verrebbe fuori sarebbero i Surf City.
Questo nuovo quartetto proviene dalla Nuova Zelanda,
ma respira California in ogni sua nota e non solo per il nome che potrebbe
rimandare non del tutto erroneamente ai Beach
Boys (dai quali ereditano una certa solarità) ma per un’attitudine punk positivista
e fuori dai canoni quotidiani.
L’ep di debutto è una manciata di canzoni semplici e
dirette: si viaggia fra power pop di prima qualità e un indie rock in chiave
lo-fi, ma dove i mezzi di registrazione evidenziano una certa povertà, la vera
ricchezza di queste sei tracce sta tutta nella loro estrema fruibilità ed
immediatezza.
Ed “in your face” arriva tutta una freschezza
compositiva in cui giri e soli di chitarra e fraseggi di tastiera toccano
territori leggiadri senza essere banali, estremamente basilari, riciclando a
piene mani pur evitando di perdersi nel marasma della non-identità.
E allora Headin’
Inside ha tutta la soffice baldanza pop dei gallesi Los Campesinos! inebriata da rumorismi vari e da un piglio a bassa
fedeltà che trascina; stessa cosa dicasi per l’incantevole Records Of A Flagpole Skater che rende vanesia la lezione di Teen Age Riot e che da quella beanza
sonica parte per farsi pop in un delicato e floreale rumorismo tastieristico. Dickshakers Union è il “collettivo
animale” a doppia velocità con tanto di vocals sghembi e una forte componente
percussiva, Canned Food un numero
post punk vagamente Joy Divisiondepurato di tutto quel meraviglioso esistenzialismo e Mt. Kill un’altra trascinante cavalcata pop-punk in meno di tre
minuti. Chiude Free The City, una
rivisitazione divertita del punk settantasettino con un bouquet chitarristico
particolarmente profumato e articolato.
Breve delizia sonica che invade le orecchie e fan ben
sperare per un full lenght, e l’impressione è che le carte da giocare siano
ancora molte ma nel frattempo è tutto puro godimento e divertimento.
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