Recensioni

Pochi ma buoni i gruppi che provengono dalla lontana ed esotica Nuova Zelanda. Specie quelli che si muovono sul versante lo-fi pop e raggruppati sotto l’egida della Flyng Nun: dai The Clean ai Chills, passando per le antiche glorie dei Tall Dwarfs o dei riformati The Bats. Non sfuggono questi quattro da Auckland (Davin Stoddard e Josh Kennedy, entrambi a chitarre e voci, il fratello di quest’ultimo, Jamie al basso e Logan Collins alla batteria) nati come Kill Surf City, nome che li metteva da subito in scia Jesus And Mary Chain, prima di perdere un pezzo per questioni di omonimia.
A kiwi guitar buzz masterpiece, lo definisce la label e l’ascolto degli 11 pezzi di Kudos conferma la bontà della definizione: partenza sulla falsariga di un twee-pop alla B-52s, solare e divertito (Crazy Rulers Of The World) che piega su fuzz, feedback e distorsioni spacey rientrando nei ranghi di una psichedelia chitarristica e rumorosa. Roba in grado di rievocare indistintamente Spacemen 3 e i citati fratelli Reid mescolati a un gusto melodico tipicamente power-pop (ICA distrugge Strokes et similia sul proprio terreno), a elaborazioni strumentali non lontane dal versante indie-90s più psych-pop oriented e a una voglia di sperimentare che li smarca dal calderone revivalista (l’ottima Zombies che sembra tirare in ballo degli Animal Collective meno astratti).
Su tutto, un pezzo come Icy Lakes (sette e passa minuti di splendide reiterazioni targate Spacemen 3, tutte riverberi e delays), uno di quelli che si starebbe lì, estasiati e un po’ inebetiti, ad ascoltarlo per una intera esistenza.
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