Recensioni

Se avete avuto la sensazione, ascoltando il primo full length dei Summer Camp, di trovarvi di fronte a una piccola opera tutta adolescenziale e in odor di calzoncini e pigiama party, beh, non vi siete affatto sbagliati.
Con Welcome To Condale, in uscita l'8 novembre con Moshi Moshi, infatti, il duo super indie che più indie non si può, omaggia i tempi dei telefilm dimenticati in quel limbo che sono le mattine di quando eravamo ragazzini e le serate trascorse ad obbligare tutta la famiglia a sorbirsi per la trecentesima volta un film di John Hughes che avremmo poi presto apparentemente scordato. La realtà però, ci dicono Jeremy e Elizabeth, è che nulla si dimentica davvero e quella vita che ancora non era vita da grandi, ha registrato profonde nostalgie che facilmente trasformabili in sonorità che sfrecciano dal pop più giocoso e femmineo alla potenza di un sound elettronico nient'affatto trascurabile, quello in cui i Summer Camp ci ricordano che Welcome to Condale è un concept radicato negli 80s.
Evidente la presenza, in almeno un paio di episodi, dello zampino di Ash Workman, già alla produzione dell'ultimo Metronomy. Ballads romantiche su sonorità altamente stratificate che fanno incontrare low fi e raffinato bel canto, elettronica pulita, quasi sinfonica, e bassi sporchissimi, questo è Welcome to Condale. Ciò che rende interessante questo lavoro è l'aspetto più strettamente concettuale: Condale è una città che non esiste, proprio come sono immaginarie le ambientazioni delle pellicole di Hughes. A Condale i Summer Camp ambientano una storia vera e propria che vede al centro due donne, Cathy e Babe, e le loro vite parallele tra gli anni 50 e gli anni 80.
Ascoltare per credere. Il concept c'è, la sostanza pure, seppure non sempre ugualmente corposa, spesso cedevole e leziosa. Spiccano la super californiana Brian Krakow che profuma un rock'n'roll sporco e sensuale cui la successiva I want you fa subito da contraltare al femminile. Non trascurabili i singoloni Better off without you e Losing my mind, brano tutto composto su una linea di richiami vocali, elettronici, pianistici eppure ruvidi. Mettetevi comunque il cuore in pace, Welcome To Condale è, in soldoni, un piccolo omaggio pop al decennio pop per eccellenza, un omaggio divertente, piacevole, giocoso e, al di là del concept, nemmeno troppo hipsterico però, diciamolo, nulla di più.
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