Recensioni

7

Ancora una volta l’Australia segna un punto a suo favore sullo scacchiere internazionale del (post)punk. Dopo UV Race e Deaf Wish ecco una nuova formazione in grado di superare i patri confini tanto da firmare per la famigerata label newyorkese. Come molti altri gruppi del Nuovissimo Continente, anche gli Slug Guts fanno man bassa della tradizione locale di Birthday Party e Lubricated Goat e c’è poco da fare quando i riferimenti sono così chiari ed inequivocabili: prendere o lasciare.

Dopo il primo Down On The Meat (su Stained Circles), Howlin’ Gang torna ad insistere su territori minati da Telecaster pericolose come rasoi arrugginiti, percussionismo isterico vagamento jazzato, cantato posseduto, baritonale e ossessivo. Tredici pezzi rudi e crudi, totalmente devoti a ricreare quel mood cimiteriale tipico del blues-punk degli anni d’oro. E se quando parte Howlin’ viene da chiedersi se per caso non si stia ascoltando i Chrome Cranks, beh siamo sicuri che gli Slug Guts prenderebbero questo dubbio come il più grande dei complimenti.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette