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Com’era quella storia della mela e dell’albero? O forse erano limoni? Se Brian e Michael D’Addario sono letteralmente nati con la chitarra in mano e diventati i Lemon Twigs, il colpevole è facile da individuare. Da tempi decisamente non sospetti (il debutto Take In A Show risale al 1976), Ronnie D’Addario pubblica dischi a suo nome, in una vena melodica e power pop sulle orme dei soliti Beatles, Beach Boys e tutto quello che scorre in mezzo; benché non abbia mai raggiunto un’esposizione paragonabile a quella dei figli (salvo aver fatto per anni da spalla al folksinger irlandese Tommy Makem e aver quasi fatto pubblicare una sua canzone dai Carpenters), ha all’attivo una discografia piuttosto folta, il cui ultimo frutto risale al 2023.
Come da titolo, Written By è un disco di canzoni scritte da Ronnie D’Addario; a suonarle, nemmeno a dirlo, ci pensa l’illustre progenie, che pesca a piene mani dal catalogo paterno per un’operazione che, pensata inizialmente come progetto esclusivamente inedito, si è trasformata in un affettuoso e riuscito tributo che mescola brani nuovi e riarrangiamenti, in cui i Brian e Michael hanno messo in opera tutta la loro maestria di esecutori e architetti sonori al servizio di Ronnie, raffinato autore di canzoni pop.
Se sin da A Very Short Dream sembra di sentire un disco dei Lemon Twigs è perché in un certo senso (e di fatto) è così; a cambiare è soltanto la penna, e a sentire Not Today, 5th Of July o My Old Self Again (in tutto e per tutto affini alle cose migliori di Everything Harmony e A Dream Is All We Know) si spiegano molte cose, dalla passione/ossessione per gli anni ’60 a un senso della melodia ora diretto, ora baroccheggiante.
In cambio di geni ed educazione musicale, i due ripagano il padre non solo dando nuovo senso, veste ed omogeneità stilistica al suo repertorio, ma anche invitando alcuni amici a partecipare alla festa, chiudendo un cerchio che abbraccia influenze e incrocia generazioni, da una parte e dall’altra. E così troviamo Sean Ono Lennon e Matt Jardine in simbolica rappresentanza dei rispettivi padri (e relative band), ma anche Todd Rundgren, già padrino dei Limoni dai tempi di Go To School (ospite in I See The Patterns che, guarda un po’, sembra una delle sue), Darian Sahanaya, già nei Wondermints e storico braccio destro di Brian Wilson (la “sua” Be Like Him è uno dei momenti più riusciti), e perfino un insospettabile Mac DeMarco (a suo agio coi romantici synth 80s di Love’s Won Me Over). Un atto di amore e gratitudine familiare, che celebra la musica amata da entrambe le generazioni di D’Addario e ne mette in luce i rispettivi talenti tra conferme e rivelazioni.
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