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6.8

In una foto promozionale per questo nuovo disco, Prins si fa ritrarre con una maglietta in cui campeggia la scritta Adult Oriented Rock. Un genere/non-genere che impazzava negli anni ‘80 e che significava tutto e niente. In teoria comprendeva il rock per quei sessantottini impolverati che non riuscivano più a seguire le derive punk o arty wave che le correnti più moderniste imponevano alle musiche del tempo. Un tag conservatore nel quale una grossa fetta di nostalgici si crogiolava a colpi di superalcolici davanti al camino con l’imprescindibile canna in bocca.

Le sette tracce che Prins ci propone sono un buon compromesso tra la progressività krauta e la direzione dance oriented che ha preso il suo collega Lindstrøm, il tutto con quella A di Adult che incombe e che per una volta non stanca. La rielaborazione dell’esperienza ormai decennale del produttore riesce a spaziare senza perdere vitalità fra cavalcate funk su moquettes con i cerchioni op-art (Nattonsket), motivi electro pop che ricordano il solito improbabile mix di Stereolab (Uggebugg) e Pink Floyd (Orkenvandring) e visionarietà campionate dal solito pool krauto (Slangemusikk). Un disco che consolida e cementa la proposta dell’uomo. Senza pretese, merita il replay.

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