Recensioni

6.5

Il confine tra genialità ed eccessiva esuberanza creativa è a volte talmente labile da risultare di difficile comprensione. Ci si può trovare di fronte a un'opera con dentro talmente tanta roba da essere in dubbio da che parte collocarla. È il caso dei Praxis, storico trio formato da Bill Lawsell, Buckethead e Brain, e del loro ultimo lavoro: in Profanation si può trovare tanta e tale roba da rasentare l'indigestione, a partire dagli innumerevoli ospiti (  Mike Patton, Serj Tanikan, Iggy Pop, solo per citare i più famosi).

Profanation è una centrifuga in cui viene messo qualunque elemento: dal metal più tirato (Caution), all'hip hop (Galaxie), al prog-jazz (Ruined), al reggae suonato con violenza hardcore (Worship), al dub (Babylon Blackout) a uno strano miscuglio di rock futuristico (Larynx) e chi più ne ha più ne metta. Il problema in tutto questo impasto è che più volte viene il dubbio che si passi il limite della giusta misura, sfociando, così, in un lavoro troppo articolato, in cui l'eccesso stilistico provoca una sorta di pesantezza di fondo dell'insieme. Il disco gode di ottimi momenti, figli anche dell'eccelsa qualità dei singoli musicisti, ma probabilmente, se i tre si fossero limitati di più, saremmo qui a parlare quasi di un capolavoro.

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