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7.2

La reunion dei Polvo è tra quelle rimaste più “in sordina” degli ultimi tempi. Eppure il gruppo di Chapel Hill è stato davvero particolare, quasi unico negli anni ’90. Usando le lezioni di Sonic Youth e Dinosaur Jr come testata d’angolo, la band di Ash Bowie e Dave Brylaski aveva creato prima una delle formule più progressive e aperte di noise rock – una musica che non disdegnava le melodie, a dispetto di una struttura di base sviluppata su intrecci di accordi dissonanti, timbri acidi e ritmiche contorte – e poi, in lavori come Exploded Drawing, aveva raffinato ulteriormente la scrittura e gli arrangiamenti, per giungere a una sorta di compromesso, una personale “terza via” tra il post-rock e la canzone.

È questo l’anello di congiunzione che porta alla nuova Total Immersion, un esempio illuminante di power pop progressivo. La parte strumentale – di un’esuberanza debordante già nel riffone iniziale – e la melodia vocale sembrano richiamarsi seguendo un tortuoso contrappunto, più del classico schema verticale, dimostrando ancora una volta originalità nelle armonie. I brani più interessanti di Siberia, secondo disco dopo la reunion del 2009, sono come da pronostico i più lunghi e complessi: Blues Is Loss, aperta da una progressione incrociata di chitarre detuned (i bending a metà tra il tremolo e la scordatura sono un marchio di fabbrica) e chiusa da un finale hard rock a tinte lisergiche; The Water Weel, che suona come una versione meravigliosamente sbilenca “alla Polvo” di un (ipotetico) folk–rock elettrico à la R.E.M.; la conclusiva Anchoress, che ancora riduce (per rimarcare) le distanze tra Chapel Hill e Athens. Pezzi in cui i Polvo dimostrano la raffinatezza e, cosa meno scontata, l’immutata freschezza della loro proposta.

Per il resto ci si deve accontentare di brani più normali, pure con qualche buono spunto: Light, Raking, dove fanno capolino felicemente i synth, e l’acustica Old Maps, dai sapori d’Oriente. E ci si accontenta bene. I Polvo hanno lasciato un po’ di velleità nell’altra vita, eppure fa piacere sentirli ancora vivi. 

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