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6.5

«Corda che vibra apre un varco invisibile nell’universo abitato da me e te». Si potrebbe riassumere con questo verso della traccia di apertura La teoria delle stringhe la nuova fatica dei Piccoli Animali Senza Espressione. Il progetto messo insieme dal bassista Andrea Fusario (già Virginiana Miller) insieme a Edoardo Bacchelli (voce), Filippo Trombi (chitarra e cori) e Annalisa Boccardi (testi) giunge alla terza prova con un lavoro molto complesso e ambizioso in cui elettronica, melodie, testi pop e una generale aura sintetica si mischiano per restituire un mood malinconico, talvolta algido, che vede i Nostri muoversi come novelli chansonnier su leggeri tappeti elettronici.

Uno squarcio umano che apre un profluvio di sintesi, uno sguardo vergine che sceglie prospettive diverse. E’ questo il tema portante che accompagna Sveglio Fantasma, in cui alle sonorità artificiali dei brani vengono affiancati cantati baritonali, malinconici, soffusi, che si risolvono talvolta in episodi più battiatiani (Luminoso, con la voce di Nabil Salameh dei Radiodervish), talvolta in soluzioni meno pretenziose e più semplici (La mia parte lagunare). Ma la sensazione è che nei momenti più personali, sperimentali e meno legati ad una formula pop predefinita i quattro riescano a mostrare la loro forma migliore: si ascolti ad esempio Vicolo d’oro, in cui si prendono tutto il tempo necessario per imbastire e far maturare il contrasto sonoro caldo/freddo, le puntellate note di synth, gli intrecci di voci e i suoni acustici che fanno da controcanto ai riff di chitarra.

Che i PASE sapessero confezionare del buon elettro-pop d’autore d’altronde lo sapevamo già e questo disco, prodotto da Dimitri Niccolai, non fa altro che darcene un’ulteriore piacevole conferma. Quello che aggiunge è la qualità d’insieme e un’attenzione artigianale riservata ai numerosi sottolivelli sonori che al netto di un pizzico di ridondanza di troppo potrebbero rivelare un potenziale ancora maggiore.

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