Recensioni

I My Morning Needle sono un trio bresciano coagulato
nel 2002 attorno a quest’idea psych eterea e pastosa, tipo un blues
(mal)digerito a post e dark di cui resta una vena pietosa e scura, un
battito che batte flebile ma incessante, chitarre che indagano il
silenzio tra esplosioni differite e distorsioni pittoriche. Le tracce
di While A Beautiful Autumn Fell sono quattro ma bastano a raggiungere i tre quarti d’ora canonici, grazie soprattutto a quella Venus Blueche sfiora i venti minuti al modo d’una suite tutta assorti
ciondolamenti, sussurri, sospensioni sigurrossiane, una tromba che
scomoda il Miles di Solea, palpiti Kozelek nella penombra For
Carnation, finché non deflagra al modo di un accorato folk-rock
gilmouriano (l’assolo però tende al noise) e s’acquieta di soul
triphoppato. Capito che roba? Quanto ad Halogen 1200, il
pezzo più breve coi suoi “soli” sei minuti e mezzo, è una marcia tra
schiva apprensione e livide inquietudini, una carica sotterranea che
promette minacce sul punto di accadere e invece si limita a piantarti
una falce di luna giusto nella giugulare. Ok, basta così. I restanti
due pezzi più che altro ribadiscono per altri venti minuti – più
morbidamente jazzy Cable Swing, in liquido crescendo psych-post Coal Day.
I ragazzi hanno fatto le cose per bene, registrando live (chapeau) a
Milano con Lorenzo “Milaus” Monti per poi affidare il mastering alle
cure dell’inglese Alan Ward in quel di Bruxelles. Direi che ne valeva la pena.
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