Recensioni

6.8

Piatto ricco per i fan del soulrocker di San Francisco, a solo un anno e mezzo di distanza da Stay Human vol. II: grazie alla pratica di scrivere insieme ad altri adottata stabilmente negli ultimi tempi, il Nostro mette insieme 17 canzoni (vere, niente interludi o stacchetti), scritte dopo che una conversazione con gli altri Spearhead aveva prodotto come principio guida della band in tournée lo slogan che dà il titolo all’album, diventato poi una fortunata t-shirt e che riassume lo spirito che anima da sempre Franti nei confronti del mondo e delle sue difficoltà (niente a che vedere col terribile Jagger ubriacato di ottimismo liberale anni ’80 di Let’s Work).

Infatti questa raccolta che, a detta dello stesso Franti, è «rivolta a cercare senso, gioia, amore, agio del cuore, momenti in cui lasciarsi andare e molto ballo durante tempi impegnativi come quelli che stiamo vivendo», sembrerebbe nata dall’emergenza pandemia e invece è solo particolarmente adatta (banalmente, erano tempi difficili anche prima), anche perché un album di questa mole non lo si realizza in tre mesi, peraltro lontani da casa in un ritiro yoga a Bali (i video sì, però, usando i limiti imposti dalle circostanze per realizzare ad esempio l’abbraccio al mondo di I’m On Your Side).

Scrivendo insieme, tra gli altri, al produttore e autore Chris Stevens e all’ex-One Republic Tim Myers, Franti ripropone il suo campionario di folk, soul, rock (reggae stavolta no), dalle parti di Ben Harper ma con qualche incursione in più nei territori del pop contemporaneo – qualche ritmo che accenna al reggaeton (Good Shit Happens), il pulsare elettronico in 4 (I Can Still Feel You) – e momenti di scatenamento (How We Living, memore della vecchia Hey World) accanto al midtempo solare della canzone che dà il titolo al disco, ballate consolatorie (la citata I’m With You): la musa dell’autore non è più quella sorniona e un po’ sfacciata di Home, bensì quella di un uomo maturo ed empatico, animato da positive vibrations che non significano ignorare i problemi ma affrontarli con atteggiamento positivo. «Bad shit happens but good shit happens too», dice nella canzone che costituisce un po’ il manifesto concettuale del disco.

A momenti può sembrare eccessivamente pop, limitato nei confini di un cantautorato stilisticamente poco audace, educato e un po’ troppo radio-friendly, ma per i suoi termini è un disco che, oltre alla nobiltà dei messaggi d’amore al mondo e ai propri cari, sfoggia una scrittura che scorre disinvolta e senza grosse cadute o momenti di stanca (a parte forse The Friends Song) e che si chiude con il rilassato scorrere della suggestiva Watching The World Go By With You. E forse un po’ di leggerezza è endemica al tipo di messaggio.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette