Recensioni

Ci sbaglieremo, ma in questo esordio degli svizzero-messicano-serbo-italiani Mercury Drops leggiamo una freschezza particolare. Merito dell’attenta fusione di stili alla base dell’opera, sunto di new wave danzereccia, electro, ma anche attitudini melodiche da college radio anni novanta. Per intenderci, The Presidents Of The United States, ma anche, più di recente, Rogue Wave e The Shins. Pop applicato all’accordo “storto”, psichedelia da praticanti, backing vocals, wave-dance dispersiva e imbastardita. Come rinnovare la tappezzeria senza buttare via niente, insomma, e il risultato piace parecchio.
Le cose migliori escono dai brani più mutanti: i tempi in levare e i synth psych di A Girl, i Franz Ferdinand new romantic di 2 Drops, i controtempo di Lemons Are Kisses, il pop espanso della title-track. Per un’opera capace di riposizionare la linea della contemporaneità a quindici anni fa senza per questo perdere di vista un presente paradosso di leggerezza e ricercatezza al tempo stesso.
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