Recensioni

L’idea meravigliosa è venuta in mente agli Albanopower: confezionare un album-tributo ad un album-cardine dei Novanta, Mellon Collie And The Infinite Sadness degli allora enormi Smashing Pumpkins. Anzi, più che un tributo un remake, nel solco di quanto fatto dai Flaming Lips col Dark Side Of The Moon, per intendersi. Ora, vuoi perché nel frattempo il progetto si è allargato a virus alla cerchia dei tanti (circa cinquanta) amici musicanti, vuoi perché l’impresa era di quelle che senza un (mica tanto) piccolo aiuto è difficile sfangarla, fatto sta che ne è uscito un (doppio) album corale. Che paga pegno quindi al difetto tipico delle ammucchiate, ovvero una giustapposizione di calligrafie non sempre contigue, di sensibilità e frequenze incongruenti.
Tuttavia possiamo ben dirlo un lavoro riuscitissimo, perché celebra la persistenza del “marchio” Mellon Collie nell’immaginario d’una generazione che o lo ha conosciuto in diretta o si è fatta cullare dalle onde d’urto. Ma non si limita a questo, perché ogni contributo fornisce da par suo un angolo di visuale più o meno spostato, diverso, che mette alla prova forma e sostanza degli originali, il loro perpetuarsi mutando, di memoria che sfida se stessa. Folktronica oppiacea, dance-wave sincopata, incantesimi asprigni e ghigni brumosi: lo zibaldone hardcore-noise-dream-pop-folk di Corgan e compagni subisce una trasfigurazione formidabile e (in)dolente.
Delle 28 riletture potremmo segnalare la deliziosa stralunatezza dei Music For Eleven Instruments (alle prese con To Forgive), un waitsiano William De Marion (Where Boys Fear To Tread), un alcolico Feldmann con Cesare Basile e Micol Martinez (Bullet With Butterfly Wings) ed ovviamente i “padroni di casa” Albanopower bravi ad estrarre sogni di celluloide da Tonight, Tonight e malie esistenziali da Bodies. E sia chiaro che non citandoli facciamo torto ad un bel po’ di gente. La Sicilia è arguta, sensibile, viva. E generosa: il download è rigorosamente free all’indirizzo www.42records.it/albanopumpkins/.
Amazon
