Recensioni

Nuovo capitolo discografico per Mark Eitzel, che dopo gli ottimi riscontri di critica ottenuti nell’ultimo periodo con Songs For Patriots – a nome American Music Club – e soprattutto The Invisible Man, dà alle stampe l’ennesima prova solista. Un prova, a dirla tutta, piuttosto in linea con i più recenti sviluppi sonori dell’artista, se è vero che si spende tra paramenti acustici ed elettronica avvolgente, paesaggi onirici e abbondanti ornamenti sintetici.
Uniche eccezioni al mood generalizzato dell’episodio in questione, le malinconiche St. Michael, My PetRat e Sleeping Beauty, costruite su voce chitarra e poco altro. Il resto è battere laconico di drum machine, saturazioni di tastiera, atmosfere eteree, campionamenti, parti vocali sognanti.
Tra le sfumature nemmeno troppo marcate del quadretto dipinto da Candy Ass, spiccano le leggerezze sussurrate di Homeland Pastoral, le mire claustrofobiche di A Loving Tribute To My City, l’ipnosi indotta di Make Sure They Hear. Suoni talvolta troppo uniformi per essere ricordati, ma risoluti nel procedere a piccoli passi verso il completamento di quel puzzle sorprendente che è la multisfaccettata personalità artistica di Mark Eitzel.
Amazon
