Recensioni

Leggenda vuole che non troppo tempo fa un tal Matt Button, chitarrista e autore da Louisville, Kentucky, si sia mosso verso Nashville alla ricerca di una buona stella per le sue nascenti aspirazioni musicali. Il caso ha voluto che, tra un drink e l’altro dietro al bancone del leggendario Springwater Club (dove temporaneamente era stato assunto come barman), abbia trovato un partner ideale nel compaesano Josh Garcia e sia finito nel giro dei Lambchop, tanto che Kurt Wagner ha nominato una sua canzone prendendo spunto dalla sua band, The Lone Official appunto (da Aw C’mon / No You C’mon, 2004).
Manco a dirlo, il debutto Tuckassee Take è stato registrato e prodotto dall’immancabile Mark Nevers, e si avvale per il mercato europeo della distribuzione della Honest Jon’s Records di Damon Albarn; il fatto che dalle nostre parti la stessa sia affidata alla Emi / Capitol alza ancor di più la posta in gioco.
Credenziali sicuramente alte quelle dei Lone Official, che fortunatamente trovano conferma in un bel dischetto di genere rispondente a tutti i canoni della miglior americana degli ultimi anni (da Wilco a Lambchop, chiaramente), con un occhio di riguardo per l’estro indie di Pavement e Silver Jews (Pony Ride), ma anche per i ’90 più graffianti di Sonic Youth e Sebadoh nei momenti scatenati (Bacon Creek, Le Coq Sportif), con qualche infatuazione post rock (gli echi Tortoise di Lost My Ass); completano il quadretto una punta del crooning di Tom Barman dei dEUS e il sempiterno spirito di Lou Reed (Stall Of Steed).
Insomma, la carne al fuoco è veramente tanta e il songwriting di Button, tanto osannato da Kurt Wagner, pare davvero genuino; archiviato questo Tuckassee Take con la classica dicitura “esordio promettente”, il resto – ci auguriamo – verrà da sé.
Amazon
