Recensioni

Quintetto formato a Bologna nel 2018, i Leatherette inizialmente sono nati come trio formato da Michele (voce, chitarra), Marco (basso) e Francesco (batteria). L’anno seguente si sono uniti Andrea (chitarra) e Jacopo (sassofono). Il loro nome trae ispirazione dal brano Warm Leatherette di The Normal (David Miller), che uscì nel 1978. Da Miller hanno preso le influenze punk e lo stile autoironico che caratterizza la loro discografia, insieme ad un mix di rock, noise, no wave e jazz. Tutto all’insegna della sperimentazione.

Sperimentazione che si è potuta ben notare nel live del 30 marzo a Vicenza presso il N_est festival. Il quintetto ha dato prova della sua abilità nel tenere il palco, tirando fuori tutta l’energia e la grinta sfrenata che contraddistingue i loro concerti. Di fronte ad una sala non ancora piena e ad un pubblico inizialmente timido e tiepido, non si sono scoraggiati e hanno cercato di coinvolgerlo con un “Se venite un po’ più vicino corriamo il rischio di divertirci”. Ed effettivamente ha funzionato.

Leatherette live al N_est Fest di Vicenza, foto di Francesco Ongaro (2024)

Più che rock, punk è la loro attitudine nel rapportarsi con il palco. Anche se non si direbbe dal loro abbigliamento: niente giacche in pelle o goth style, ma delle semplici t-shirt e un look casual. I tipici ragazzi della porta accanto, apparentemente. Ma quando salgono sul palco si scatenano, si buttano per terra continuando a suonare, sembrano divertirsi e intrattenere il pubblico, che a sua volta è contagiato dalle energiche vibes.

Leatherette live al N_est Fest di Vicenza, foto di Francesco Ongaro (2024)

Una setlist ricca composta da diciannove canzoni, di cui ben undici tratte dall’ultimo album Small Talk (pubblicato lo scorso novembre). Non mancano pezzi dal loro debut Fiesta, come So long e Cut, e dal primissimo EP Mixed Waste, come il brano omonimo e Decisions. Cantano i pezzi in fila uno dietro l’altro, senza perdere il colpo, anche se è vero che molti non superano i due minuti.

Leatherette live al N_est Fest di Vicenza, foto di Francesco Ongaro (2024)

Distorsioni e sfuriate punk dominano il live, creando un effetto finale graffiante e al tempo stesso frenetico. Forse troppo veloce, ma la scarica di adrenalina si sente, eccome.

Scaletta:

  1. Fade away
  2. Thin ice
  3. Spying on the garden
  4. Isolation
  5. Experimenting
  6. Ronaldinho
  7. Decisions
  8. Nightshift
  9. Ponytail
  10. The ugliest
  11. Mixed waste
  12. Bureaucracy apocalypse
  13. OCD angel
  14. Itchy
  15. Sunbathing
  16. Ronaldo
  17. So long
  18. Monday
  19. Cut
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