Recensioni
Laura Agnusdei
Flowers Are Blooming In Antarctica
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Stefano Pifferi
- 31 Gennaio 2025

Sin dal bellissimo ed evocativo titolo del suo secondo album la sassofonista e molto altro ancora Laura Agnusdei riprende in continuità dall’esordio Laurisilva la metafora floreale, spostando un po’ oltre il livello della riflessione. Il rimando è infatti a una idea lirica (e più che attuale) legata ai cambiamenti climatici, con una riflessione (pro)positiva, utopica, per certi versi limitrofa all’immaginario solar-punk, per rimandare alla letteratura, su ciò che si credeva sarebbe stato il futuro prossimo e che invece va investendo la nostra contemporaneità in maniera sempre più dirompente.
Suggestioni non verificate da titolo a parte, questo comeback riprende dove aveva lasciato quell’esordio (e anche la incessante attività dell’autrice in forme e collaborazioni varie), ovvero dalla necessità quasi epidermica di lavorare con gli strumenti a fiato indagandone tutte le possibilità espressive soprattutto in dialogo con le possibilità offerte dall’elettronica più eclettica e no boundaries. Il tutto si manifesta in un lavoro maturo e affascinante con vari piani di lettura, in cui una pletora di amici e collaboratori – tra gli altri Ramon Moro, Giulio Stermieri, Edoardo Grisogani, per nominare quelli transitati su queste pagine – muove universi sonori come mini-placche tettoniche in cui si incontrano e scontrano quartomondismo, jazz libero e spirituale e infatuazioni etno (éthiopiques, spesso e volentieri) in un magma vitale e in continua modificazione: esemplare in questo senso l’iniziale Ittiolalia col suo evolversi intorno a una personale idea di black music, ma anche le dilatazioni Hancockiane di PPRN, il groove post-apocalittico di The Drowned World (Ballard anyone?) o il Mekurya revisited in forme più futuriste che retro di Oasi Bar dicono di un lavoro tanto ricercato quanto stratificato e denso di rimandi, dettagli, input.
A colpire è ovviamente la musica; di un disco, dopotutto, si tratta. Ma a ben vedere c’è qualcosa che va oltre la mera creazione musicale, perché pur senza parole (o quasi: voci registrate e/o trovate emergono qua e là reiterando il messaggio, amplificandolo, come nella gioiosa Are We Dinos?) Flowers Are Blooming In Antarctica ci parla di eco-sistemi ed eco-conflitti, zoologie e nature fantastiche, di collassi incipienti e cambiamenti radicali di paradigma, di auspici più che di malefici per ciò che stiamo vivendo e per ciò che vivremo a stretto giro di posta.
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