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7.4

«I don’t know where I am / and I don’t care». In fondo, cosa diamine importa a Kim Deal di una precisa collocazione del momento, a lei che ha attraversato l’indie rock dalla seconda metà degli 80 a oggi contribuendo a rivoluzionarlo per sempre, dapprima dentro i “veri” Pixies (almeno due capolavori, ovviamente Surfer Rosa e Doolittle) e poco dopo nel progetto di culto The Amps (un solo album, Pacer) e nel ben più longevo The Breeders (almeno due capolavori, Pod e Last Splash). Lei che ha segnato intere generazioni di ascoltatori – posizionandosi al basso dei Folletti, proprio come ha fatto l’altra leggendaria Kim, Gordon, nelle fila della Gioventù Sonica – è sempre stata in realtà, oltre che musicista incisiva, una straordinaria macchinetta di inni dream punk-rock.

Nobody Loves You More celebra l’amore per questo piglio evergreen di fare canzoni, perso in eterno tra l’adrenalina del lampo elettrico e il contraccolpo della catchiness zuccherina. «Nobody Loves You More» sembra dire Deal al compianto amico e collaboratore di lungo corso Steve Albini, che ha svolto le registrazioni finali nel suo studio Electrical Audio di Chicago, nel novembre del 2022, sulla spinta delle riflessioni inquiete di A Good Time Pushed, ultima traccia a essere stata consegnata ai posteri, e «Nobody Loves You More» lo diciamo noi a Deal, classe 1961, che ha segnato il nostro immaginario nel corso di quattro decenni di attività, tanto che parlare di esordio da solista, quello che effettivamente è, fa quantomeno sorridere. 

Non  c’è però da meravigliarsi poiché Kim, nonostante abbia fieramente composto e prodotto tutti i pezzi in scaletta per conto proprio, ha sempre amato la dimensione di band, e dalla storia della sua band, The Breeders per l’appunto, arrivano adesso in supporto la sorella gemella Kelley, Jim Macpherson, Mando Lopez e Britt Walford. Non ci sono ad ogni modo soltanto i compagni di una vita, dato che alla prova contribuiscono anche Raymond McGinley (Teenage Fanclub), Jack Lawrence (Raconteurs), Fay Milton e Ayse Hassan (entrambe dalle Savages), oltre che Marta Salogni al mix ed Heba Kadry al master. 

Nobody Loves You More è una piccola oasi di benessere sonoro, indipendentemente dal mood più o meno malinconico-giocoso che aleggia nell’aria. Apprendiamo dal comunicato stampa che «Ogni canzone ha una storia dietro di sé, dalle vacanze invernali con i genitori nelle Florida Keys alle cover di Margaritaville eseguite a un matrimonio, alla demenza senile della madre». C’è tutto quello che ha sempre brillato in repertorio, e anche di più: dalla ballata con archi e fiati che è la sorprendente title track d’apertura all’irresistibile brezza melodica con la marching band mariachi Mucca Pazza di Coast («It’s just human to want a way out / It’s human to wanna win»), dal groove post-Cannonball con distorsioni 90s di Crystal Breath («Let’s start a new life») ai saliscendi ritmici a tutta fiamma di Disobedience, dalle cacofonie semi-urban di Big Ben Beat all’eleganza orchestrale di Summerland – dall’isola californiana Summerland Key che ha ispirato l’artwork di Alex Da Corte – e all’uso dei cori in Come Running. Non si segnalano rivoluzioni ma si segnala più qualità che nella manciata dei dischi siglati Pixies-versione 2 messi assieme.

Ci sono anche un paio di brani che i fan indefessi già conosceranno. Nobody Loves You More, infatti, è stato perfezionato nel corso di diversi anni. Gli episodi più datati sono stati scritti e incisi nel 2011, poco dopo che Deal era uscita dal “Lost Cities Tour” dei Pixies: si tratta della sospesa e sognante Are You Mine?, dolcemente dedicata alla succitata madre affetta da Alzheimer, scomparsa nel 2020, e della blueseggiante Wish I Was, in origine strumentale, riprese in mano dai 7” della collana a tiratura limitata The Solo Series, in precedenza le uniche pubblicazioni a firma Kim Deal, di natura parca e meticolosa, genuinamente allergica a ogni compromesso. Proprio in Wish I Was, Deal  canta «I Like the sound of your laugh» e a noi, mentre snocciola questi undici potenziali singoli-killer con la nonchalance che le è tipica, sembra di sentire il suono della sua inconfondibile risata sin da qui.

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