Recensioni

7.1

«L’ultima cosa che avremmo voluto era che i Winos suonassero come una cover band dei Rolling Stones»: a parlare è Steve Jordan, compagno d’armi di Keith Richards nel gruppo, in una intervista rilasciata al Los Angeles Times poco tempo fa. Esternazione comprensibile ma non del tutto vera, a giudicare da quello che si ascolta in questo remaster di Live At The Hollywood Palladium degli X-Pensive Winos uscito originariamente nel 1991. Anche perché degli Stones, alla fine, ci sono pure alcune cover in scaletta, tra una Time In On My Side fin troppo leziosa nella sua ricerca dello svolazzo vocale perfetto (canta Sara Dash) e il classico richardsiano Happy, una trascinante Little T&A e la chicca firmata Lennon-McCartney – primo successo nella storia dei Rolling Stones – I Wanna Be Your Man (le ultime due tracce le trovate solo nella versione box set e digitale del disco). 

C’è poi quell’incastro di chitarre elettriche al 100% Rolling Stones costruito sui riff e gli scambi tra Richards e il virtuoso Waddy Wachtel, e paradossalmente è da qui che potremmo partire per riabilitare il buon Jordan. Sì perché è proprio questo elemento, assieme al palpabile “tiro” di una band rock & roll affiatatissima e composta da musicisti assai capaci (chiudono il cerchio, oltre a Jordan alla batteria, il bassista Charley Drayton, il tastierista Ivan Neville e il sassofono di Bobby Keys), che differenzia gli X-Pensive Winos dagli Stones di quel periodo. La band britannica in quel preciso momento storico è infatti una creatura a più teste impegnata a sbraitare tra un poco riuscito Undercover, un appena passabile Dirty Work, una carriera solista di Jagger in rampa di lancio e una guerra intestina mica da ridere, oltre che parente alla lontana di quello slang black in bilico tra la Giamaica in levare e il funk che ritroviamo in brani come Too Rude e Big Enough.

Nel 1988 c’era stato l’esordio “solista” di Richards con gli The X-pensive Winos, ovvero Talk Is Cheap, e Live At The Hollywood Palladium è una parziale testimonianza del tour successivo a quel disco, visto che ripropone il concerto che i Nostri tennero il 15 dicembre 1988 al Palladium di Hollywood, in California. La bella notizia è che la vitalità che caratterizzava il disco da studio si ritrova, se possibile amplificata, in un album dal vivo che arriva a noi registrato e masterizzato come dio comanda, e pieno di spunti interessanti. Ne volete una prova? Selezionate la Whip It up posizionata a metà scaletta, godetevi una Struggle con un cantato à la Sting e dei bicipiti quasi hard rock o magari fatevi sedurre dall’attacco di chitarra della Take It So Hard che trovate in apertura: divertimento allo stato puro anche per un Richards che pare davvero proprio a suo agio al comando di questo vascello di ammutinati pieni di buone intenzioni. 

Ecco, le intenzioni: sono quelle a rendere il lavoro degli X-Pensive Winos significativo. La voglia di riscoprire un songwriting epidermico, legato a filo doppio al rock & roll e con un’attitudine da “buona la prima” che riporta tutto alle radici del blues. «Tutti cercavano solo di far migliorare la band», ha sentenziato il Nostro ricordando con affetto quei giorni: un concetto quasi tautologico nella sua semplicità, ma che alla fine fa la differenza.

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