Recensioni

Primo, atteso giro di Jockstrap sulla lunga distanza. I Love You Jennifer B fa seguito a due EP che hanno fruttato hype e musica prestata a sfilate di Chanel e Stella McCartney, oltre ad apprezzamenti da parte di colleghi come Iggy Pop e Jamie xx. Ma chi è Jennifer B? Forse si tratta di Jennifer Bail, leggendo tra le righe della seconda traccia in scaletta, Jennifer B. Quella Jennifer Bail di finzione, protagonista infatti di un’impura e semplice fake news, che avrebbe in teoria compiuto un atto sessuale a beneficio di un rapinatore, in Texas, per concedere tempo alla propria famiglia di mettersi in salvo: «He was armed and dangerous, but so is my mouth».
Armati lo sono invece sul serio, i ventiquattrenni Georgia Ellery – militante anche nei Black Country, New Road – e Taylor Skye, incontratisi nel 2017 durante i rispettivi studi di jazz ed elettronica. Riferimenti ben saldi, questi ultimi, all’interno di pezzi squarciati persino da rimandi classici e cadenze post-dubstep. La loro concezione di musica pop è quella di scomporre e ricomporre le strutture a proprio piacimento, influenzati da nomi apparentemente inconciliabili come Mica Levi (ormai un riferimento classico-irregolare della generazione tardi-anni 80), Disclosure, Joni Mitchell e Bob Dylan.
A livello di approccio schizofrenico e muta-forma, il parallelo che continua a venire in mente e che, anzi, si afferma con sempre maggior forza è quello con i mai sufficientemente celebrati The Fiery Furnaces di Eleanor e Matthew Friedberger, che perlomeno perseguivano idee sonore maggiormente coese all’interno della medesima raccolta di canzoni, pur variando alla velocità della luce da lavoro a lavoro. In tal senso, basti ascoltare i sei e passa minuti di Concrete Over Water, ondeggiante fra tecnologiche tentazioni synth-pop, frizzantine melodie notturne da songwriting di classe e screziature di arrangiamenti fuori controllo. Tale complessità si rispecchia nei testi, firmati da Ellery, che sia nella loro elaborazione – sintattica e di potenziale senso – sia nella loro interpretazione canora, non sceglie mai la strada più lineare.
Qui, invece, ogni traccia parte per la propria tangente. Piace in modo particolare la già citata Jennifer B, una specie di de-evoluzione psicotica e perversa di St. Vincent, deragliante verso cronache urban e onde di Austra, oltre all’irresistibile gioco, citazionista e smaccatamente disco-pop, di Greatest Hits («Imagine I’m Madonna / Imagine I’m Thee Madonna»), solcato da spoken stroboscopici e pulsazioni funk da Studio 54. Oltre alla fusione cosmica di Debra, dream hip hop da dancehall stellare, in improbabile cortocircuito tra Beach House e Beyoncé. Piace il country scintillante – perché qui ogni cosa suona al massimo della definizione – e anticonformista di Glasgow, accompagnato da un clip girato dagli stessi Ellery e Skye, a rimarcare un’attitudine fortemente visuale nei confronti della scrittura. Piace la mina da club onomatopeica – «Ah, eh, oo, ee, ah!» – che è 50/50, specchio soulful altamente ironico della catchyness richiesta tanto in radio quanto in chat, in versione estesa rispetto alla sua precedente foggia da singolo.
I Love You Jennifer B raccoglie brani risalenti agli ultimi tre anni di lavorazione, talmente zeppi di input e assimilabili a così tanti differenti generi stilistici da far girare la testa. «Ogni episodio presenta un sound piuttosto singolare, quindi speriamo che ci sia una traccia per tutti e qualcosa che ti parli e dica Sono una bomba», hanno affermato i due musicisti londinesi. Se l’iniziale Neon si accende su tramonti folk per virare in direzione di luminescenti crepitii digitali, prima di deflagrare addirittura in operina prog-rock, What’s It All About è una ballatona orchestrale di attese e ferite post-Sixties, l’ansiogena Angst allinea scioglilingua e archi cristallini in stile Vespertine, mentre Lancaster Court lascia rimbombare percussioni cinematografiche in mezzo a corde acustiche e legni pastorali, svanendo su echi nu-operistici.
A volte può aleggiare la sensazione che nell’eccentrico circo di queste dieci matrioske-canzoni da rompicapo ci sia persino troppo, che lo sfoggio di eclettismo arty sia eccessivo, ma il dubbio è solo un alito di vento spazzato via dall’uragano di incontrovertibile talento di Ellery e Skye. I Love You Jennifer B è un tripudio di creatività, a dispetto del grigio di copertina. Ascoltarlo equivale a un’avventura alla larga da ogni comfort zone o lettura univoca della realtà. Miglior esordio internazionale dell’anno, ad oggi. We love you Jockstrap.
Amazon
