Recensioni

6.7

Quello di spulciare tra decine e decine di demo non è un lavoro
semplice e alla lunga può risultare anche un po’ pesante. Tra un
pregevole disco a fedeltà talmente bassa da risultare dannoso all’udito
ed  esperimenti elettronici che a volte non si capisce dove vogliano
andare a parare, può sorgere effettivamente il desiderio di ascoltare
“solo” belle canzoni, semplici, lisce, solari e che diamine! Ecco
perché i Jocelyn Pulsar sono stati e sono una
piacevolissima sorpresa, un respiro di sollievo, un attimo di relax. Un
concentrato di pop italiano non sempre così “indie” come forse si
vorrebbe, ma per fortuna, che ne abbiamo già pieni gli scatoloni! Uno
strumentale in punta di dita acustica-piano-violino che è uno
zuccherino stesi su un divano sotto il sole introduce una serie di
ballate dal ritmo più o meno ciondolante, riff di acustica stoppata
come certi Built To Spill,
la simpatica pronuncia del cantante (Forlì, cosa ci vuoi fare?) che non
può non ricordare Luca Carboni o Samuele Bersani magari accompagnati
dai The Thrills in braghette a far coretti. Piccola delizia da portarsi
sotto l’ombrellone.

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