Recensioni
Chiesetta San Lorenzo, Camigliatello Silano
Kings of Convenience
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Fernando Rennis
- 3 Agosto 2022

Paolo Cognetti scrive che la montagna «è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio tempo e misura». Una rassegna di concerti in riva al lago potrebbe sembrare quanto di più lontano da queste parole e, invece, il Be Alternative Festival ha regalato in piena estate una giornata ricca di imprevisti, ma, allo stesso tempo, indimenticabile. Lo dicono gli stessi Kings of Convenience dal palco, quando un incontenibile Erlend Øye confessa che ai suoi nipoti racconterà di un concerto a Camigliatello Silano che, a un certo punto, non s’aveva da fare e, invece, si è tenuto.
L’idea è la stessa che negli scorsi anni ha permesso al festival calabrese di consolidare una formula ben rodata: scenario naturale, concerti, sostenibilità, kilometro zero e rispetto per luoghi che troppo spesso sono barbaramente sfruttati. L’imprevisto ha il profumo dell’erba bagnata: nel primo pomeriggio – sonorizzato dalla consolle di Fabio Nirta – la pioggia si abbatte ripetutamente sulla località San Lorenzo, dove una piccola chiesetta nera porta alla mente gli scenari di Kill Bill o quelli della prima stagione di True Detective.

Quando le condizioni meteo sembrano dare un po’ di tregua, ecco che i Kings of Convenience cominciano a strimpellare le chitarre in mezzo al pubblico, mentre i tecnici lavorano disperatamente per asciugare il palco e le transenne si riempiono di vestiti e teli, messi lì ad asciugare. Purtroppo l’incertezza non permette agli opening act previsti di esibirsi, lasciando il pubblico a corto dell’elettronica di Indian Wells, fresco del disco No One Really Listens To Oscillators, e del folk di Al the Coordinator.
E poi, finalmente, il concerto si fa. Un live imprevedibile, proprio come la giornata calabrese: prima il duo accarezza il pubblico con alcuni brani di successo riproposti con l’inconfondibile delicato intimismo di chitarre acustiche e voci sussurrate. Quando il tempo sembra reggere Erlend Øye e Eirik Glambek Bøe sono raggiunti dal resto della band che sta accompagnando i Kings of Convenience in questo Peace or Love Tour, trasformando Boat Behind in un lungo brano afrobeat, con fiati che omaggiano Fela Kuti, e chiudendo il set con una coinvolgente I’d Rather Dance With You.

Il tramonto fa da cornice a falò, partite di pallone e smartphone puntati sul panorama: artisti e pubblico si mescolano in un senso di comunità che ha reso la giornata difficile da dimenticare. Non sarà stata una piccola Woodstock, come azzardato da Erlend Øye, ma si è dimostrata l’ennesima conferma che, quando le cose sono fatte e pensate con passione, gli imprevisti diventano parte integrante della magia.
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