Recensioni

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Hic Sunt Leones era l’espressione usata dagli antichi romani per indicare le oscure ed ancora inesplorate terre d’Africa nelle carte geografiche, ed è anche il nome di questo interessante progetto nato a Livorno nel 2012, qui al suo esordio con un primo, omonimo EP per Inner Animal Recordings.

Lascia sicuramente perplessi notare quanta poca attenzione questa uscita abbia (a torto) ricevuto dalla stampa specializzata, trattandosi di un prodotto valido, ispirato e ben arrangiato. I cinque episodi in scaletta ballano sapientemente tra vari filoni, ma riescono sempre ad amalgamare il tutto con grande chiarezza di idee e buon gusto: una generale impostazione debitrice verso un soul pop squisitamente bianco è infatti variegata da eleganti inserti elettronici vagamente minimal che profumano di downtempo, e soprattutto da fiati e chitarre dallo spiccato sapore funk (ascoltare per credere i “fruscianteschi” chitarrismi dell’iniziale Zen Dance), oltre che da un leggero e quasi impercettibile fermento di matrice hip hop che scorre sottilmente lungo tutto il disco.

Tracce sempre all’interno di un compiuto e sincretico formato canzone rispettato senza sbavature, e attraversato da contaminazioni disparate, raffinate e mai confusionarie. Da tenere d’occhio.

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