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6.6

Raccolta di outtakes acustiche, raggi di luce malferma su un altro possibile lato di Iacampo. Dadi gettati sul tavolo delle eventualità, a suggerire sviluppi diversi, più defilati e impalpabili. Il piano tremolante di 4cd1 e 9cd1, inquiete e uggiose come soundtrack senza pellicola, il folk che sbatte ali di farfalla e pulviscolo di Conference (prossimo a certi palpitanti bozzetti di Elliott Smith), il Bob Dylan ebbro tra umori Pearl Jam di Hannover, la struggente madreperla valzer di The soldiers bleeds e Crashing memories (una linea sottile tra il John Lennon più diafano e vaporose visioni SparklehorseEels), quindi una versione di Snowfall come un gracchiante ritaglio di cartazucchero.

Operazione interlocutoria, certo, ma anche un andare un po’ più a fondo, avvicinarsi al cuore della questione, scoprirla viva e reale sotto la cortina fumogena dei suoni-colori, capace di bazzicare territori meno illuminati. E scoprirsi all’ascolto ugualmente toccati, seppure da angolazioni diverse.

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