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Di isola in isola, sempre fluttuando su qualche forma d’acqua, la laguna di Venezia e l’isola più a sud dell’Europa nel Mediterraneo orientale. Sono le coordinate del ritorno in solitaria del veterano dell’ambient, che con queste sedici nuove tracce evoca un microcosmo per comprendervi un mondo intero. Perché l’odierna Gavdos, cantata da Omero come Ogigia e probabile casa della dea innamorata di Ulisse che dà il titolo alla raccolta, è un piccolo territorio di sole, mare e sale (come racconta lo stesso Masin in un video sul making of dell’album) che esalta l’immaginazione del compositore: una sorta di palcoscenico diretto, asciutto, quasi scabro per le suggestioni della sua musica.
È un viaggio omerico, quindi, la scintilla compositiva per questo ritorno che sottolinea ancora una volta l’abilità artigianale di Masin per seguire il suono e lasciare che sia lui, e non un costrutto artificioso, a guidare i brani. Delicati loop di archi che dialogano con i synth aprono la collezione nella title track (forse uno dei brani migliori), ma i quasi novanta minuti di musica non lasciano fuori alcuna delle passioni di Masin: l’incedere quasi trip-hop (Bellamore), il piano jazz che incontra l’elettronica (Khalifa Golf Club), l’incanto estatico quasi new age (If), compenetrazioni di elettronica e sentimento organico un po’ Seventies (Mayo Slide), l’effetto cinematico in crescendo (Enter Venus), il field recording come cartolina sonora (la splendida Susan Maybe e la finale Your Name Is My Infinite). Ma non c’è tanto da scegliere, perché sebbene non si possa definire a tutti gli effetti un concept, Calypso è un tutt’uno, da prendere come una lunga sorsata di mediterraneità come la intende il suo autore che, ammette, ha cercato di dire in queste tracce tutto quello che gli elementi naturali dell’isola gli hanno trasmesso.
Dopo le ottime collaborazioni con i Tempelhof (Hoshi del 2014 e Tsuki del 2016) e la parziale riscoperta della sua discografia (da recuperare almeno Les Nouvelles Musiques De Chambre del 1989, da cui Björk ha preso qualche campionamento e la recente ristampa dell’esordio Wind del 1986), Masin conferma il suo status di culto a diverse latitudini.
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