Recensioni
Ludovica Rampoldi, Davide Serino, Giuseppe G. Stasi
The Bad Guy - Stagione 1
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Davide Cantire
- 22 Dicembre 2022

Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi non sono due sprovveduti. Da sempre estimatori del cinema a stelle e strisce, già dai loro primi cortometraggi comico-satirici esprimevano una vena polemica sul modo di realizzare certi prodotti nel nostro Paese, e il loro esordio cinematografico, Metti la nonna in freezer, evidenziava la volontà di uscire fuori dai confini nazionali per imbastire un racconto dal sapore più universale, riuscendo comunque a unire una feroce critica sociale (i giovani che non trovano lavoro) al divertissement che solo il cinema sa regalare (il thriller condito dalla commedia degli equivoci). Dopo il buon exploit di Bentornato Presidente (sequel più riuscito del populista Benvenuto Presidente!), Fontana e Stasi tornano con una serie prodotta da Amazon, di cui Stanis La Rochelle sarebbe probabilmente molto fiero per quanto è così “molto poco italiana”.
Eppure, sebbene veicolata da un ritmo e da un’escalation di informazioni tipici del crime di concezione americana, la componente nostrana riesce a essere preponderante e non marginale. Questo è il più grande merito di The Bad Guy, la quale partendo da un soggetto che da secoli affascina la storia della letteratura (il buono che diventa il cattivo), riesce a sondare tutte le problematicità di un paese che ancora arranca nella lotta alla mafia, senza per questo dimenticare gli straordinari risultati raggiunti finora. Tuttavia, al contrario dei prodotti che spesso hanno raccontato questa particolare piaga al cinema o in televisione, stavolta i fatti narrati sono completamente fittizi, il che consente agli autori di dare libero sfogo alla propria creatività, di poter inserire una buona dose di umorismo (nero) nell’economia di un racconto sanguinoso di vendetta.
Le svolte disseminate, poi, in tutti i sei episodi – splendidamente diretti dal duo – di quella che è inevitabilmente solo una prima parte del racconto, obbediscono alle regole del binge watching, ma non sono mai percepite come furbe o fintamente sensazionali. La carta vincente è però Luigi Lo Cascio, proprio lui, che con il racconto di stampo mafioso ha inaugurato la sua splendida carriera (I cento passi, 2000) e che adesso si ritrova per cause di forza maggiore dall’altro lato della barricata. La sua è una prova maiuscola che va ad aggiungersi a quella di un cast particolarmente ispirato, da Selene Caramazza a Giulia Maenza, da Claudia Pandolfi a un eccezionale Vincenzo Pirrotta.
Con The Bad Guy, Fontana e Stasi (aiutati in fase di scrittura da Ludovica Rampoldi e Davide Serino) si confermano due delle voci più interessanti del panorama cinematografico (e ora anche seriale) italiano, e raramente è capitato di desiderare tanto l’arrivo immediato di una seconda stagione.
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