Recensioni

Frei è un musicista cresciuto tra Cesena e le colline lì a due passi. Terra di liscio, ma anche di gente che sa come non prendersi troppo sul serio pur applicandosi con costanza. Quel che accade a un Sulle tracce della volpe ironico quanto basta per rientrare di diritto tra le produzioni di quella cricca di romagnoli d.o.c. semiseri ma assai capaci come – solo per citarne alcuni – Francobeat, Granturismo o Nobraino. Oltre che in una tradizione cantautorale che riesce nella non facile impresa di conciliare contemporaneo e citazioni dei maestri.
Quanto si ascolta in un disco che richiama la saggezza pop arrangiata degli Jang Senato in una title track beatlesiana ma anche un Antonello Venditti che non diresti (quello di Buona Domenica, per intenderci) in Vento tropicale, il Sergio Caputo di Sabato Italiano in una surreale Spacco l'ufficio o Dente ne La notte che caddero i sogni. Il tutto con una grazia e un'eleganza davvero rare, risultato di un lavoro in fase di arrangiamento e produzione di Dario Giovannini e Loris Ceroni efficace nel regalare alla musica equilibrio e al tempo stesso un mood spumeggiante. C'è di che rallegrarsi, insomma, per un esordio intrigante che riesce a sorprendere pur rimanendo nei paraggi di un cantautorato tradizionale e tutto sommato senza grosse rivoluzioni.
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