Recensioni
Fabio Orsi
Memory Of A Safe Place / La Foresta Non Fa Paura
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Stefano Pifferi
- 22 Agosto 2013

Trova il modo di far combaciare le sue due più grandi passioni, Fabio Orsi. E lo fa grazie all’intuizione di Stefano Gentile, boss indiscusso della Silentes che per evidenziare le correlazioni tra certi tipi di musiche – visionarie, evocative, etimologicamente immaginative – e il corrispondente portato visivo, ha dato vita ad una collana, la 13. In essa, ad un vinile in candido color bianco contenente le evoluzioni musicali di alcuni tra i migliori esponenti del “droning” e dell’elettronica nazionale e non (Michael Mantra, Claudio Rocchetti, Nicola Ratti, Mark Templeton), si unisce un libretto con appunto tredici immagini riportate su carta fotografica da 310 gr in formato 18×24.
Degno contraltare di musiche evocative, dicevamo, che tratteggiano abitualmente paesaggi interiori filtrandoli attraverso l’umore e la sensibilità di chi ascolta per (ri)creare mondi “altri” e che ben si accoppiano a supporti visivi tra i più vari. In questo caso, il suono di Memory Of A Safe Place passa quasi in secondo piano – almeno nella collaborazione richiesta all’ascoltatore – poiché si trasforma effettivamente in colonna sonora portante per le tredici immagini che compongono il book “La Foresta Non Ha Paura”. Due lunghe ed estatiche tracce che diremmo “ambient” – e mai come in questo caso a ragione – che divengono ideale colonna sonora per immagini. Ad un “ambiente” fanno riferimento, quello boschivo ritratto nelle bellissime immagini catturate da Orsi in Turingia, e di “musica ambientale” sono composte, pronte cioè a catturare e ricreare quell’aria magica, insieme cullante e inquieta, di un bosco vissuto in (apparente) solitudine, tra i crescendo estatici e quei lunghi brusii di droning stratificati che ormai sono diventati trademark dell’artista tarantino-berlinese.
Un percorso sonoro che accompagna l’esplorazione della foresta in tredici passi spesso virati al nero, e che è tutto un equilibrato e cristallino contrasto di luci e ombre, pace e inquietudine, natura imponente e solitudine pacificante. Immagini che denotano una sensibilità particolare nel catturare il dettaglio e che rendono al meglio le increspature sonore, i flutti crescenti e le cesellature di fino a cui Orsi ci ha da tempo abituati.
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