Recensioni

Che il buon Devendra fosse irrimediabilmente affetto da “prezzemolite” si era capito già da un po’, così ecco che a ridosso di Cripple Crow (senza considerare il cameo in Noah’s Ark della sua amata Bianca/CocoRosie) la Troubleman Unlimited dà alle stampe questo split in vinile con Jana Hunter, che non è altri che l’ultima delle sue protette. Questa folksinger texana trapiantata a Brooklin, proveniente dagli illustri sconosciuti Matty & Mossy, era già apparsa in The Golden Apples Of The Sun (2004), compilation di folk underground curata dal Nostro; in attesa del debutto vero e proprio, possiamo gustare cinque brevi tracce acustiche in bassa fedeltà, in cui Jana mette in mostra la sua voce aspra e un songwriting forse ancora acerbo, tra fricchettonate à la Tyrannosaurus Rex (Laughing & Crying) e – ma guarda un po’! – il primo Devendra (Black Haven) e ballate (That Dragon is My Husband) che fanno intravedere un certo potenziale.
Chi invece già pensa a un’irrefrenabile logorrea compositiva del folkster più osannato degli ultimi tempi calmi i bollenti spiriti (o tiri un sospiro di sollievo, in alternativa): ad eccezione dell’outtake In Golden Empress Hands si tratta di materiale già edito su Nino Rojo, tra versioni alternative e improvvisazioni in studio. Quindi è ancora una volta pre-war, anche se si tratta – plausibilmente – solo di una parentesi: la conferma è data dalla finale Little Monkey, “vecchia” ballad qui riletta in versione full band e arricchita di deliziose sfumature soul tanto da finire fusa in medley con Step in the name of love di R.Kelly (!); per chi non l’avesse ancora visto dal vivo, un gustoso assaggio dell’eclettismo di cui Devendra è capace sul palco.
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