Recensioni

7.5

Il lato positivo è quello che il protagonista cerca di mantenere, le cosiddette buone intenzioni (le silver linings, le fodere d’argento del titolo originale di libro – di Matthew Quick – e film), ricostruire cioè al più presto la sua vita, dopo aver perso la moglie e il lavoro: Pat Solitano (Bradley Cooper) soffre di sindrome bipolare ed è appena uscito da un istituto psichiatrico dove è rimasto otto mesi, per aver pestato l’amante della moglie dopo averli sorpresi insieme. La problematica Tiffany (Jennifer Lawrence) ha perso precocemente il marito e il lavoro, cadendo in depressione.

Si incrociano-scontrano-respingono da subito e si capisce come potrebbe andare a finire… ma non è questo il punto centrale del film. Che si fa interessante quando incentra le storie sulle perdite, sulle ossessioni, sui secondi amori e i suoi sviluppi. Senza dimenticare il risvolto sociale di una middle class americana dignitosa, che combatte con il lavoro che non c’è più, con la mancanza reale di valori, con il sogno di una vita migliore (un convincente Robert De Niro finalmente  a fuoco, nel ruolo del padre del protagonista, scommettitore ossessivo delle partite di football americano, che insegue il desiderio di aprire un ristorante…). Tutto un contorno che avvolge i due protagonisti, che fanno il patto di aiutarsi a vicenda, lei nel recapitare una lettera di lui all’ex-moglie, lui nel partecipare con Tiffany a una gara di ballo.

E le prove di ballo sono una metafora del loro avvicinamento/scontro, sempre sull’orlo della rottura… e che ci dicono che, in fondo, le seconde occasioni ci possono essere e che bisogna riconoscerle e prenderle al volo, anzi certe volte sono loro a riconoscere noi e a possederci prima che ce ne accorgiamo razionalmente. Come accade a Pat e Tiffany nel sottofinale… finalmente consci. I due,rimasti bloccati (come diceva Pat di se stesso) da eventi traumatici, riprendono il corso delle loro vite.

Il film di David O. Russell (distintosi per The Fighter, 2010) ha ricevuto molte attenzioni e tante candidature agli scorsi Oscar, dove la Lawrence ha ottenuto la statuetta come miglior attrice protagonista, in un’edizione in cui ha del resto trionfato anche un film di medio respiro come Argo, di Ben Affleck. Avremmo visto bene anche un riconoscimento a un Bradley Cooper mai così centrato. Da noi è uscito solo dopo gli Oscar.

In sostanza un film medio e godibile, che si fa guardare e diventa interessante nel gioco delle relazioni di coppia e nel concetto di normalità/malattia/ossessione. In fondo tutti siamo un po’ i due protagonisti… in cui riconoscersi almeno per un istante.

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