Recensioni

L'ultima scorribanda di Daniel Smith col moniker Danielson risale a ben cinque anni fa. Ships era di quei dischi che non si dimenticano, non tanto per gli esiti artistici quanto per quel senso di happening mistico capace di coagulare attorno all'estro visionario di Mr. Smith una trentina di musicisti, tra cui ovviamente i consanguinei della famiglia Danielson ed amici quali Sufjan Stevens ed Emi Nikolaisen dei Serena Maneesh. Questi ultimi li ritroviamo anche tra i credits del nuovo Best of Gloucester County, assieme a new entry quali Jens Lekman, Mark Shippy degli US Maple e Glen Galaxy dei Soul-Junk.
Simile l'entusiasmo effervescente, la ricchezza compulsiva e la versatilità balzana della proposta, ma il risultato è sensibilmente diverso, come se la freakeria folk-pop avesse fatto il nido sul fruttuoso alberello del power pop (capricciosamente deragliato glam, vedi le palpitazioni sfrigolanti di But I Don’t Wanna Sing About Guitars e Grow Up), sia pure sferzato da folate psych che non disdegnano siparietti allampanati (la marcetta in levare di Lil Norge, il vaudeville cabarettistico di Peolple's Partay) ed impressionismi sonici (Hovering Above That Hill). In tale contesto le antiche attitudini riaffiorano in germogli quali The Day Is A Loaf e Olympic Portions, non lontani dal luminoso fervore Elephant 6, di cui il lirismo bucolico di Hosanna In The Forest e You Sleep Good Now rappresenta il controcanto quieto. Un delizioso baraccone dalle molte fragranze ed altrettante idee.
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