Recensioni

Prendete un pizzico di shoegaze chitarristico e uno di quello made in Madchester, una manciata di post-punk di quello originario, una bella quantità di noise-rock all’americana e una altrettanto generosa dose di indie-rock anni ’90, mischiate tutto e shakerate molto energicamente col santino di Tom Hazelmyer a benedire dall’alto del dosaggio di watt et voilà, avrete l’esordio del trio marchigiano Cowards.
Questa la ricetta ideale per avere un disco che sia al tempo stesso fresco ed energico così come piacevolmente debitore di quei suoni formativi che soprattutto sulla east coast italiana sembrano aver attecchito alla grande. Le Marche marce, dopotutto, era il titolo di un nostro sguardo ormai datato sulla voglia di noise che da quelle parti sembra non calare mai e di cui il trio in questione (Giulia Tanoni, voce, basso; Luca Piccinini, voce, chitarra; Michele Prosperi, batteria) è dimostrazione plastica.
Questo secondo esordio – la prematura scomparsa del batterista Peppe Carella, avvenuta nel 2021, ha portato a una ripartenza con l’ingresso di Michele Prosperi (già Jesus Franco & The Drogas) che God Hates Cowards certifica al meglio nella struggente About A Friend – è quindi un gran bel concentrato di chitarre come se ne suonavano nei decenni pre-digitali, una dimostrazione di appartenenza non un bignamino a uso e consumo dei distratti, una testimonianza di come certi suoni siano perfettamente radicati anche in terre periferiche come la penisola.
E che sparsi tra i 9 pezzi di questo esordio/non esordio, ci siano indizi che rimandano a band, sonorità, periodi vicini e facilmente immaginabili come Sonic Youth, Wire, Pixies, Hüsker Dü ma anche a band apparentemente distanti dall’universo di riferimento come dEUS (Storm pare la personale Hotellounge nella sua alternanza di pieno/vuoto e scazzo generazionale), Cramps (le chitare/stiletto di 3020) o addirittura Charlatans (il cantato di Scream!), non è che la riprova di quanto si diceva sopra: le chitarre che una volta definivamo “indie” ce le abbiamo vergate a sangue sulla pelle. Dio odia i codardi, evviva i codardi!
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