Recensioni

La velocità impressionante delle prime quattro tracce delinea un suono inquieto che possiede ancora l’urgenza a premere sull’accelleratore. Axe to fall prova nuove strade senza rivoluzioni epocali e per una band che ha raggiunto l’apice nei primi anni Novanta c’è di cui godere. Non mancano i consueti rallentamenti intrisi di scorie noise (Worms Will Feed e Damages) ma qualcosa d’inedito si muove nelle ultime tracce: Cruel Bloom, in cui dà man forte la voce di Steve Von Till, è un blues sbilenco e acido come solo a Tom Waits riuscirebbe; la lunga Wretched World, con l’assistenza dei Genghis Tron al completo, dilaga in una nenia tanto sonnolenta quanto bastarda.
Non avranno superato il “complesso Jane Doe”, ma non hanno smesso d’incidere dischi degni d’essere comprati e consumati.
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