Recensioni

Ci mette un po’ per farsi apprezzare il nuovo lavoro di Colleen. Con Les Ondes Silencieuses la Nostra abbandona l’uso di campionamenti e loop d’elettronica e sembra volersi allontanare a lunghe falcate dal mare magnum di incontaminate armonie che aveva creato con i suoi primi due capolavori. Il suono di questo disco è ruvido e crudo, deputato quasi esclusivamente all’amata viola da gamba, con l’inserto occasionale di clarinetto, cristalli, chitarra acustica e spinetta, un altro strumento desueto di origine barocca, di cui si è innamorata. Il risultato è molto più austero e rigido, come si capisce immediatamente dall’iniziale This Place In Time. Anche in sede di songwriting pare che siano cambiate molte cose e si ceda molto più facilmente all’improvvisazione.
Ma la Colleen che amiamo, quella che fa fiorire magicamente le armonie dall’incastro sorprendente di note e suoni sembra essersi solo nascosta nella ricerca formale di strumenti e sonorità. Eccola apparire nella bellissima parte centrale di Le Labyrinthe, costruita integralmente suonando la spinetta, con quel suono arcano e arcaico che sa di clavicembalo settecentesco. Eccola lasciarsi andare alle dolci meditazioni di Blue Sands, con gli arpeggi che si duplicano, triplicano, riverberano. Eccola abbandonarsi alle mareggiate notturne di Sea Of Tranquility, con le note pizzicate lentamente una ad una, come a contornare un corpo tra le onde in attesa che albeggi. Gli episodi più severi e difficili sono quelli dove Cecile tende a nascondere l’armonia sotto il peso della viola da gamba, come in Past The Long Black Land e nella title track, dove cerca di rivivere come un esorcismo l’attimo in cui fu abbagliata da Marin Marais, vista nel film Tous Les Matins Du Monde. Echoes And Coral e Le Bateau sono invece gli episodi dove cerca di aggrapparsi più saldamente all’ancora dell’avanguardia.
In definitiva, un disco diverso, dove Colleen si concentra sulle singole note, anziché fonderle in un unico umore indistinto come faceva in The Golden Morning Breaks. Fatta questa distinzione, sottolineato che Les Ondes Silencieuses è sicuramente un lavoro di più difficile assimilazione, quello che resta è che Colleen, come artista e musicista, continua indisturbata a viaggiare anni luce davanti agli altri.
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