Recensioni

6.7

Beggar Town è il decimo disco in diciotto anni di attività per i Cheap Wine, storica band di Pesaro che non ha mai spostato di un millimetro il proprio approccio alla discografia. Una carriera di onorata attitudine DIY e di amore verso la scrittura rock americana presa e sviscerata in tutte le sue sfaccettature: questo nuovo lavoro della band sottolinea ancora una volta grandi melodie e soprattutto una marcata coerenza con la produzione precedente, come a suggellare appunto una carriera ormai ventennale.

Beggar Town articola la forma rock nelle sue diverse declinazioni, attraverso un accento posto ora sul piano, ora sulle chitarre; le armonizzazioni enfatizzano le poderose aperture di Your Time Is Right Now mentre le chitarre colorano di solitario western la ballata Claim The Sun. Springsteen, Neil Young e ancora i Fleetwood Mac più notturni: sono queste le coordinate attraverso cui si orienta un ascolto che non perde lucidità lungo i dodici episodi dell’album.

Il singolo che dà il nome all’intero lavoro inizia con un riff di piano e fornisce la chiave di lettura dell’intero percorso di ascolto, tra incastri ritmici e ampi spazi concessi alle sonorità acustiche; la ruvidezza delle chitarre elettriche riesce ad andare d’accordo con i martelletti del pianoforte in un brano come Black Man o I Am The Scar, che riporta direttamente al Dylan più stradaiolo, così come le nostalgie Seventies di Keep On Playing e le malinconiche raffinatezze compositive di Utrillo’s Wine contribuiscono al peso specifico di un disco che si presenta solido e ispirato.

E The Fairy Has Your Wings (for Valeria) è la carta perfetta da giocare in chiusura di Beggar Town, con quell’incedere cadenzato e il piano lì a supportare la solennità della melodia; per i Cheap Wine si profilava un compleanno con i fiocchi e così è stato.

 

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