Recensioni

Puntuale, come ogni anno, ecco arrivare il momento – abbastanza temuto, dobbiamo ammetterlo – delle uscite a tema natalizio. Cover e nuovi arrangiamenti di classici folkloristici studiati appositamente per rendere meno mainstream cenoni e tombolate tra parenti, altrimenti monopolizzati dai soliti Frank Sinatra, Mariah Carey e Wham!. Addentrandosi in una breve disamina del “sotto-genere”, perché come tale può essere definito, è impossibile fare a meno di menzionare il Bob Dylan di Christmas in the Heart (e il videoclip piuttosto demenziale di Must Be Santa che nel 2009 lo presentò al mondo) o – per i più indie – i tributi che ne fecero Sufjan Stevens e gli Weezer, rispettivamente con Songs for Christmas e A Weezer Christmas. Ma anche i più integralisti punkettoni possono dirsi degnamente rappresentati dal “blasfemo” Christmas Songs firmato Bad Religion (più consigliato per serate di bisbocce al pub, che per un rilassante momento da consumare in famiglia). E si potrebbe andare avanti ancora e ancora, riportando a galla i Beach Boys di Beach Boys Christmas Album, l’Elvis Presley di Elvis Christmas Album (notare la fantasia nei titoli) o il Phil Spector di A Christmas Gift For You From Phil Spector (decretato da Rolling Stone America “migliore album natalizio di ogni tempo”).
A destare particolare curiosità, in questo santo (pre)Natale 2015, è invece l’uscita di Cassie Ramone – che ricordiamo per le sue passate esperienze nelle Vivian Girls e nei Babies a far coppia con Kevin Morby – con l’intimo Christmas in Reno. Un repertorio di canzoni – si va dalla mccartneyana Wonderful Christmastime a I’ll Be Home for Christmas di Bing Crosby, passando Run Run Rudolph del grande Chuck Berry fino a The Christmas Song di Nat King Cole – prevedibilmente scontato, su cui Cassie ha deciso di mettere mano in totale solitudine, facendosi accompagnare solo dalla chitarra (galleggiante in fuzz e riverberi) e da una scarnissima sezione ritmica. Ma ciò che veramente colpisce, più che il riarrangiamento in chiave assolutamente DIY/ lo-fi, è la triste atmosfera nella quale ci si ritrova a vagare per i venticinque minuti. Un nuvolone nero di malinconia, infatti, s’abbatte sull’ascoltatore sin dalle prime note di Christmas (Baby Please Come Home), anticipando quella che sarà una tempesta di pioggia che si aprirà con Wonderful Christmastime e proseguirà – almeno fino alla “gioiosa” Sleigh Ride, unico raggio di sole dell’intera raccolta – con Blue Christmas, Rockin Around e I’ll Be Home For Christmas.
Cassie Ramone ci apre le porte di un Natale che si preannuncia all’insegna della malinconia e della solitudine, con un album dal taglio personale e forse meno scontato.
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